<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>L45 Suisse - Newsroom</title><description>Gli articoli di L45 Suisse su intelligenza artificiale, lavoro, decisioni e innovazione digitale, con una posizione chiara. E le notizie del gruppo.</description><link>https://l45suisse.ch/</link><language>it-ch</language><lastBuildDate>Sun, 11 Oct 2026 12:27:40 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://l45suisse.ch/newsroom/rss.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><image><url>https://l45suisse.ch/og/l45-suisse.jpg</url><title>L45 Suisse - Newsroom</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/</link></image><copyright>2026 L45 Suisse Sagl</copyright><managingEditor>info@l45suisse.ch (L45 Suisse Sagl)</managingEditor><ttl>1440</ttl><item><title>L45 Suisse ad Astana: AI e governance economica all’Erasmus+ Alumni Event Kazakhstan 2026</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/l45-suisse-ad-astana-ai-e-governance-economica-allerasmus-alumni-event-kazakhstan-2026/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/l45-suisse-ad-astana-ai-e-governance-economica-allerasmus-alumni-event-kazakhstan-2026/</guid><description>Lugano, ottobre 2026. Alessio Sinisi, Managing Director e Co-founder di L45 Suisse, sarà tra i relatori dell’Erasmus+ Alumni Event Kazakhstan 2026…</description><pubDate>Sun, 11 Oct 2026 12:23:55 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Lugano, ottobre 2026.&lt;/strong&gt; Alessio Sinisi, Managing Director e Co-founder di L45 Suisse, sarà tra i relatori dell&amp;#8217;&lt;strong&gt;Erasmus+ Alumni Event Kazakhstan 2026 &amp;#8220;From Mobility to Impact &amp;#8211; Innovation and AI in Higher Education&amp;#8221;&lt;/strong&gt;, in programma il 21 ottobre all&amp;#8217;Astana IT University, nella capitale kazaka. L&amp;#8217;intervento si inserisce nel panel &amp;#8220;AI and Digital Transformation&amp;#8221;, dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, università e industria.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Un caso concreto, non una presentazione&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il titolo dell&amp;#8217;intervento è una domanda: &lt;em&gt;What changes when a central bank can read inflation this morning?&lt;/em&gt; Ogni banca centrale conosce il dato dell&amp;#8217;inflazione circa cinque settimane dopo il mese a cui si riferisce. In un mondo in cui un supermercato cambia i prezzi ogni notte, cinque settimane sono un&amp;#8217;eternità.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Per rispondere, L45 Suisse porterà sul palco &lt;strong&gt;eLEU&lt;/strong&gt;, un prototipo funzionante di moneta digitale offline sviluppato per una banca centrale dell&amp;#8217;Europa orientale. Il wallet gira su un dispositivo hardware sicuro (Ledger Stax) e permette pagamenti chip-to-chip senza rete, come il contante. Ma la parte che interessa il panel è il portale dell&amp;#8217;emittente: dai dati aggregati dei pagamenti nasce un indice dei prezzi giornaliero, un &lt;em&gt;nowcast&lt;/em&gt; dell&amp;#8217;inflazione aggiornato in tempo reale e un assistente AI che propone opzioni di policy con effetti attesi, effetti collaterali, costi e livello di confidenza.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il prototipo verrà mostrato dal vivo, direttamente dal dispositivo.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Tre regole per l&amp;#8217;AI nelle decisioni pubbliche&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Dal progetto eLEU L45 Suisse ha ricavato tre regole di progettazione, valide per qualsiasi sistema di intelligenza artificiale che tocchi decisioni pubbliche o aziendali:&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Solo aggregati.&lt;/strong&gt; Il modello non vede mai una persona, un wallet o un saldo: per architettura, non per policy.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Ogni numero va spiegato.&lt;/strong&gt; Una raccomandazione senza ragionamento, finestra dati e confidenza non è un consiglio: è rumore.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Decidono le persone.&lt;/strong&gt; Nel portale non esiste un pulsante che cambia la politica monetaria. L&amp;#8217;assistente propone, il board decide con firma crittografica e ogni decisione resta tracciata. In Europa l&amp;#8217;AI Act lo chiama supervisione umana (art. 14); per noi è buon senso.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Università e industria: cosa manca davvero&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il panel chiede quale sia l&amp;#8217;impatto dell&amp;#8217;AI sull&amp;#8217;istruzione superiore e sul mercato del lavoro. La risposta di L45 Suisse parte dall&amp;#8217;esperienza di chi assume ingegneri: la competenza scarsa non è saper scrivere un prompt, ma la combinazione tra conoscenza di dominio e capacità di mettere in discussione un modello. Guardare un 72% di confidenza e chiedersi: 72% di cosa? Sapere abbastanza economia, o abbastanza ingegneria elettrica, per dire di no alla macchina.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;È questo che università e imprese possono costruire insieme: non corsi sull&amp;#8217;AI, ma progetti in cui gli studenti mettono un modello davanti a una decisione reale, con vincoli reali, e imparano dove si rompe.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;L45 Suisse in Kazakistan&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La partecipazione all&amp;#8217;evento di Astana si aggiunge alle attività che L45 Suisse svolge nel Paese insieme al partner Algoritmi: il software di energy management e manutenzione per l&amp;#8217;impianto ibrido di Zhanibek (solare, eolico e idrogeno verde) e i modelli di machine learning per la previsione oraria degli sbilanciamenti energetici. Quando parliamo di AI e industria, parliamo di tubi, turbine e ordini di lavoro: non di slide.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Erasmus+ Alumni Event Kazakhstan 2026&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&amp;#8220;From Mobility to Impact &amp;#8211; Innovation and AI in Higher Education&amp;#8221;&lt;br&gt;21 ottobre 2026, ore 18:00 (ora di Astana)&lt;br&gt;Astana IT University, 55/11 Mangilik El av., Block C1, Astana&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>L45 Suisse</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (L45 Suisse)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/10/locandina_erasmus_astana_16x9.png" length="987310" type="image/png"/></item><item><title>Il Papa ha scritto un’enciclica sull’IA. Alcune cose sono giuste. Altre sono lo stesso errore della Chiesa con la Rivoluzione Industriale.</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/il-papa-ha-scritto-unenciclica-sullia-alcune-cose-sono-giuste-altre-sono-lo-stesso-errore-della-chiesa-con-la-rivoluzione-industriale/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/il-papa-ha-scritto-unenciclica-sullia-alcune-cose-sono-giuste-altre-sono-lo-stesso-errore-della-chiesa-con-la-rivoluzione-industriale/</guid><description>Settimana scorsa un cliente mi ha mandato un link al volo, tra una call e l’altra: “hai visto che il Papa ha scritto un documento intero sull’IA?”.</description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 13:41:57 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Settimana scorsa un cliente mi ha mandato un link al volo, tra una call e l&amp;#8217;altra: &amp;#8220;hai visto che il Papa ha scritto un documento intero sull&amp;#8217;IA?&amp;#8221;. L&amp;#8217;ho letto tutto. E onestamente sono uscito con sentimenti opposti.&lt;/p&gt;

&lt;figure class=&quot;wp-block-image size-large&quot;&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; width=&quot;1200&quot; height=&quot;800&quot; src=&quot;https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo-1200x800.png&quot; alt=&quot;&quot; class=&quot;wp-image-685&quot; srcset=&quot;https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo-1200x800.png 1200w, https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo-500x333.png 500w, https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo-300x200.png 300w, https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo-768x512.png 768w, https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo-113x75.png 113w, https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo-480x320.png 480w, https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo.png 1536w&quot; sizes=&quot;auto, (max-width:767px) 480px, (max-width:1200px) 100vw, 1200px&quot; /&gt;&lt;/figure&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Si chiama &lt;strong&gt;Magnifica Humanitas&lt;/strong&gt;, l&amp;#8217;ha firmata Leone XIV il 15 maggio 2026. Ci sono passaggi lucidissimi su potere, dati e concentrazione tecnologica e ci sono passaggi che, letti con gli occhi di chi l&amp;#8217;IA la usa tutti i giorni per lavoro, suonano come lo stesso disco già sentito quando la Chiesa guardava con sospetto la Rivoluzione Industriale.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;La parte giusta: nessun algoritmo è neutro&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il punto più solido del documento è anche il più semplice: &lt;strong&gt;non esiste un&amp;#8217;IA neutra.&lt;/strong&gt; Ogni sistema porta dentro le scelte di chi lo ha progettato &amp;#8211; cosa misura, cosa ignora, cosa ottimizza. Questo è vero, è verificabile e in L45 Suisse lo trattiamo come un punto di partenza tecnico, non come un dilemma morale: quando progettiamo un sistema per un cliente, la prima domanda è sempre &amp;#8220;cosa stiamo decidendo di valorizzare&amp;#8221;. Su questo l&amp;#8217;enciclica ha ragione, e lo dice meglio di tanti white paper del settore.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Anche il tema della concentrazione del potere nelle mani di pochi attori privati &amp;#8211; più forti, in certi casi, di interi Stati &amp;#8211; è un&amp;#8217;osservazione corretta e attuale. Nessuno sano di mente lo nega.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;La parte che non mi convince: la curva di apprendimento non è il nemico&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Dove il testo scivola nell&amp;#8217;oscurantismo è quando tratta il limite, la fatica, la lentezza come valori da preservare &lt;em&gt;in quanto tali&lt;/em&gt;, quasi che la velocità con cui oggi acquisiamo competenze fosse un furto, non un&amp;#8217;evoluzione.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L&amp;#8217;IA non sta togliendo niente all&amp;#8217;umanità. &lt;strong&gt;Sta spostando la curva di apprendimento&lt;/strong&gt;, esattamente come ha fatto ogni rivoluzione tecnologica prima di lei: la stampa, l&amp;#8217;elettricità, internet. Ogni volta qualcuno &amp;#8211; spesso un&amp;#8217;istituzione che si sentiva minacciata nel proprio ruolo di intermediario tra le persone e la conoscenza &amp;#8211; ha detto che si stava perdendo qualcosa di essenziale. La Chiesa ha fatto esattamente questo con la Rivoluzione Industriale: ha visto la macchina come minaccia al lavoro come &amp;#8220;vocazione&amp;#8221;, prima di arrivare, decenni dopo, alla &lt;em&gt;Rerum Novarum&lt;/em&gt; e ammettere che la tecnica non era il problema.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Qui rischiamo di rifare lo stesso percorso, ma più in fretta: prima il sospetto, poi &amp;#8211; tra qualche anno &amp;#8211; l&amp;#8217;ammissione che si poteva essere meno cauti.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Il problema della citazione &amp;#8220;decorativa&amp;#8221;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;C&amp;#8217;è un punto che mi ha irritato in modo specifico: la chiusura cita Tolkien: &amp;#8220;non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo&amp;#8221;, come se bastasse un riferimento pop per sembrare in dialogo con la cultura contemporanea. Ma la frase, decontestualizzata, dice l&amp;#8217;esatto contrario di quello che serve oggi a chi lavora con la tecnologia: &lt;strong&gt;non è vero che dobbiamo accontentarci del nostro piccolo campo.&lt;/strong&gt; Chi fa impresa con l&amp;#8217;IA oggi deve avere l&amp;#8217;ambizione di navigare la marea, non di limitarsi a curare l&amp;#8217;orticello. Citare un autore amato dal pubblico giovane non rende un testo meno cauto nei contenuti: è un&amp;#8217;operazione di immagine, non di sostanza.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Dove però vale la pena ascoltare&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Detto questo, non butterei via tutto. Il monito sul lavoro (l&amp;#8217;idea che i sistemi di IA spesso costringano le persone ad adattarsi al ritmo della macchina, invece che il contrario) è un problema reale che vediamo nei progetti dei nostri clienti e il richiamo a chi progetta questi sistemi, perché si assuma la responsabilità di quello che costruisce, è sano: non perché l&amp;#8217;IA debba essere &amp;#8220;più morale&amp;#8221;, ma perché chi la costruisce senza pensare alle conseguenze produce sistemi peggiori, non solo eticamente discutibili.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;La nostra posizione&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;In L45 Suisse lavoriamo con l&amp;#8217;IA tutti i giorni e la nostra visione è semplice: &lt;strong&gt;la tecnologia non sostituisce le persone, ma chi non la adotta in fretta sostituisce se stesso con chi lo fa.&lt;/strong&gt; Il limite non va celebrato come virtù, va gestito come variabile. La velocità non è il nemico della dignità: la lentezza non protegge nessuno, semplicemente lascia indietro chi la subisce.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Una domanda per chiudere, questa volta senza prendere in prestito nessuna citazione: se la curva di apprendimento si accorcia, la vera domanda non è se dobbiamo frenarla, ma chi resta escluso se non la sappiamo guidare.&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;em&gt;L&amp;#8217;enciclica completa è disponibile sul sito della Santa Sede. Questo articolo riprende solo alcuni dei passaggi che ci sono sembrati più rilevanti e più discutibili per chi, come noi, lavora ogni giorno all&amp;#8217;incrocio tra tecnologia e impresa.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/06/Progetto-senza-titolo.png" length="880315" type="image/png"/></item><item><title>Se l’essere umano è solo un algoritmo, chi scrive il codice del tuo futuro?</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/se-lessere-umano-e-solo-un-algoritmo-chi-scrive-il-codice-del-tuo-futuro/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/se-lessere-umano-e-solo-un-algoritmo-chi-scrive-il-codice-del-tuo-futuro/</guid><description>Qualche giorno fa mi sono imbattuto in una clip di Yuval Noah Harari. Non è la prima volta, ovviamente. Ma questa volta qualcosa mi ha fermato.</description><pubDate>Mon, 11 May 2026 08:25:51 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Qualche giorno fa mi sono imbattuto in una clip di Yuval Noah Harari. Non è la prima volta, ovviamente. Ma questa volta qualcosa mi ha fermato. Mi ha fatto mettere in pausa &amp;#8211; letteralmente &amp;#8211; e ricominciare dall&amp;#8217;inizio.&lt;/p&gt;

&lt;figure class=&quot;wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio&quot;&gt;&lt;div class=&quot;wp-block-embed__wrapper&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=ln_-6wYCv_Q&quot;&gt;Video: The future of healthcare in the age of AI | Yuval Noah Harari (YouTube)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/figure&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ho voluto condividerla, con una riflessione.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non perché Harari sia un nemico. Non perché le sue idee siano da demonizzare. Ma perché &lt;strong&gt;il pensiero che sta diffondendo &amp;#8211; con milioni di libri venduti, con le sue apparizioni al World Economic Forum, con la sua presenza nei circoli del potere globale &amp;#8211; ha implicazioni concrete&lt;/strong&gt; che meritano di essere guardate in faccia, senza filtri.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Cosa dice Harari, in sintesi&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Per chi non lo conosce: Yuval Noah Harari è l&amp;#8217;autore di &lt;em&gt;Sapiens&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Homo Deus&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;21 lezioni per il XXI secolo&lt;/em&gt;. Studia il passato per interpretare il futuro. E il futuro che descrive è dominato da tecnologia, dati e intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La sua tesi centrale, detta in modo diretto, è questa: &lt;strong&gt;l&amp;#8217;essere umano è un algoritmo biologico.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Le emozioni? Reazioni chimiche. Le decisioni? Processi prevedibili. Il libero arbitrio? Un&amp;#8217;illusione. Dio? Una storia che ci siamo raccontati.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Nelle sue parole, che potete ascoltare direttamente nel video:&lt;/p&gt;

&lt;blockquote class=&quot;wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;em&gt;&amp;#8220;La maggior parte delle persone sarà disposta a rinunciare alla propria privacy in cambio di una sanità molto migliore, basata su un monitoraggio continuo di ciò che accade all&amp;#8217;interno del nostro corpo.&lt;/em&gt;&amp;#8220;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;blockquote class=&quot;wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;em&gt;&amp;#8220;Questa è la fine della storia umana &amp;#8211; non la fine della storia, ma la fine della storia dominata dagli esseri umani. Continuerà, ma qualcun altro sarà al controllo.&amp;#8221;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;blockquote class=&quot;wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;em&gt;&amp;#8220;Le aziende come Apple e Google avranno montagne di dati sul tuo corpo, sui tuoi affari più privati e sulle tue condizioni. Noi esseri umani dovremmo abituarci all&amp;#8217;idea di non essere più misteriosi.&amp;#8221;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Parole precise. Costruite con cura. Pronunciate di fronte ai leader mondiali.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Il vero problema non è se ha ragione o torto&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Potremmo aprire un dibattito filosofico su ogni singola affermazione. E sarebbe un dibattito legittimo.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ma c&amp;#8217;è una domanda più urgente. E più pratica.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Se l&amp;#8217;essere umano diventa un dato, chi diventa il suo programmatore?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Perché se accettiamo la premessa che siamo algoritmi biologici hackabili allora chi ha accesso al codice ha accesso a noi. Chi controlla i dati controlla i comportamenti. Chi costruisce gli algoritmi definisce i desideri.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;E questo non è fantascienza. &lt;strong&gt;Sta già accadendo&lt;/strong&gt;, ogni volta che uno strumento digitale modella le nostre abitudini, i nostri acquisti, le nostre opinioni, le nostre paure.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Quello che Harari descrive non è solo una previsione. È anche una &lt;strong&gt;legittimazione culturale&lt;/strong&gt; di un sistema in cui la sovranità individuale si svuota di significato &amp;#8211; e qualcun altro riempie quel vuoto.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Il punto che la narrazione dominante non vuole toccare&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;C&amp;#8217;è qualcosa che raramente si dice, nei convegni sul futuro dell&amp;#8217;AI, nelle conferenze del World Economic Forum, nei podcast di business più seguiti.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ed è questo: &lt;strong&gt;il modo in cui definiamo l&amp;#8217;essere umano non è una questione tecnica. È una questione politica.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se diciamo che l&amp;#8217;essere umano è un algoritmo, stiamo già decidendo che può essere ottimizzato, gestito, monitorato, ri-programmato. Stiamo aprendo una porta enorme e chi la attraverserà per primo non sarà necessariamente chi ha i tuoi interessi a cuore.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se diciamo invece che l&amp;#8217;essere umano è qualcosa di più complesso, di non riducibile ai suoi dati, di non completamente misurabile allora stiamo costruendo una difesa. Non romantica. Non anti-tecnologica. &lt;strong&gt;Una difesa culturale, prima ancora che legale o tecnica.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Due visioni del mondo. Due futuri diversi.&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Faccio mia una riflessione che mi accompagna da tempo:&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se ci definiamo come esseri umani &lt;strong&gt;solo nella materia&lt;/strong&gt;, allora Harari potrebbe avere ragione. Siamo circuiti. Siamo pattern. Siamo dati.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se invece ci consideriamo come &lt;strong&gt;esseri che attraversano questa esperienza umana per qualcosa di più profondo&lt;/strong&gt; per crescere, per costruire relazioni, per dare significato allora la storia è diversa e chi ci vuole ridurre a un dataset perde il punto centrale di ciò che siamo.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non sto parlando di religione. Sto parlando di &lt;strong&gt;antropologia applicata alle scelte tecnologiche.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Perché da come rispondiamo a questa domanda dipendono le politiche sull&amp;#8217;AI che costruiremo, i sistemi di governance che accetteremo, il tipo di aziende che sceglieremo di essere.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Cosa c&amp;#8217;entra tutto questo con il lavoro che facciamo&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;In L45 Suisse lavoriamo ogni giorno con l&amp;#8217;intelligenza artificiale. La integriamo nei processi. La usiamo per costruire sistemi più efficienti. La proponiamo ai nostri clienti come leva reale di trasformazione.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ma partiamo sempre da una premessa che non negoziamo: &lt;strong&gt;la tecnologia serve l&amp;#8217;essere umano, non lo sostituisce e non lo definisce.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non perché siamo romantici. Ma perché è la scelta più intelligente sul piano pratico, prima ancora che etico.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Un&amp;#8217;azienda che riduce le proprie persone a indicatori di performance da ottimizzare non sta costruendo un vantaggio competitivo. Sta costruendo fragilità. Sta perdendo ciò che nessun algoritmo può replicare: &lt;strong&gt;giudizio, fiducia, responsabilità, senso.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Harari ha portato alla luce dinamiche reali e urgenti. Il merito è innegabile. Ma &lt;strong&gt;la risposta non può essere l&amp;#8217;accettazione passiva&lt;/strong&gt; di un futuro in cui siamo dati da gestire.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La risposta è costruire adesso: sistemi, culture e organizzazioni in cui la tecnologia amplifica il potenziale umano invece di svuotarlo.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Una domanda per chiudere e per aprire&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se domani un algoritmo potesse prendere tutte le tue decisioni meglio di te, più velocemente, con meno errori, con più dati, lo lasceresti fare?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;E se sì, cosa rimarrebbe di te?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questa non è una domanda retorica. È la domanda che ogni imprenditore, ogni manager, ogni persona che lavora con l&amp;#8217;AI dovrebbe portarsi a casa. &lt;strong&gt;Prima che qualcun altro risponda al posto suo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/05/Progetto-senza-titolo-3.png" length="636412" type="image/png"/></item><item><title>L’intelligenza artificiale non ci sta togliendo il lavoro. Ci sta togliendo il peso di imparare tutto da soli.</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/lintelligenza-artificiale-non-ci-sta-togliendo-il-lavoro-ci-sta-togliendo-il-peso-di-imparare-tutto-da-soli/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/lintelligenza-artificiale-non-ci-sta-togliendo-il-lavoro-ci-sta-togliendo-il-peso-di-imparare-tutto-da-soli/</guid><description>Negli ultimi mesi ho letto molti articoli sull’intelligenza artificiale scritti da imprenditori, investitori, tecnologi, fondatori di startup.</description><pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:05:48 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Negli ultimi mesi ho letto molti articoli sull’intelligenza artificiale scritti da imprenditori, investitori, tecnologi, fondatori di startup. Molti di questi testi hanno un tono apocalittico. Ci dicono che il mondo del lavoro sta per essere travolto. &lt;strong&gt;Che l’AI sostituirà professioni intere.&lt;/strong&gt; Che siamo all’inizio di un cambiamento paragonabile a una pandemia silenziosa: prima sembra lontano, poi improvvisamente è ovunque.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Capisco perfettamente da &lt;strong&gt;dove nasce questa lettura.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Chi lavora ogni giorno dentro questo settore &lt;strong&gt;percepisce in anticipo le onde d’urto.&lt;/strong&gt; Le sente arrivare prima degli altri. Le vede nel &lt;strong&gt;proprio lavoro,&lt;/strong&gt; nei &lt;strong&gt;propri strumenti,&lt;/strong&gt; nella &lt;strong&gt;velocità con cui ciò che sembrava impossibile sei mesi fa oggi diventa normale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Anch’io, nel mio piccolo, &lt;strong&gt;vivo questa accelerazione ogni giorno.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Quando ho deciso di co-fondare L45 Suisse, &lt;strong&gt;circa un anno fa,&lt;/strong&gt; avevo già capito che non ci trovavamo davanti a un semplice &lt;strong&gt;avanzamento tecnologico.&lt;/strong&gt; Il primo vero segnale, per me, è arrivato quando invece di usare ChatGPT per &lt;strong&gt;scrivere una mail&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;risolvere una conversazione difficile,&lt;/strong&gt; gli ho chiesto di &lt;strong&gt;aiutarmi a costruire codice&lt;/strong&gt; per una piattaforma. In quel momento ho capito che non stavamo assistendo &lt;strong&gt;all’arrivo di un nuovo software.&lt;/strong&gt; Stavamo entrando in un &lt;strong&gt;nuovo paradigma.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Oggi posso dirlo con lucidità: &lt;strong&gt;gran parte della mia operatività è già coperta dall’intelligenza artificiale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non in teoria. In pratica.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Eppure non condivido fino in fondo la narrazione dominante. Perché il vero punto non è che l’AI sostituirà l’essere umano. Il vero punto è che &lt;strong&gt;l’AI ridefinirà il valore dell’essere umano.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il grande errore: leggere l’AI come una questione individuale&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Quasi tutti gli articoli più forti sull’intelligenza artificiale parlano al &lt;strong&gt;singolo individuo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Parlano a te come &lt;strong&gt;professionista&lt;/strong&gt;. A te come &lt;strong&gt;lavoratore&lt;/strong&gt;. A te come &lt;strong&gt;persona&lt;/strong&gt; che rischia di essere superata. A te come &lt;strong&gt;individuo&lt;/strong&gt; che deve correre, adattarsi, difendersi.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ma c’è qualcosa che in questa lettura manca quasi sempre: &lt;strong&gt;la collettività.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Manca il ruolo della fiducia. Manca il ruolo delle relazioni. Manca &lt;strong&gt;il ruolo delle comunità.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Manca il fatto che &lt;strong&gt;il valore umano non si esaurisce nella prestazione.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Da tempo sostengo una convinzione molto semplice: &lt;strong&gt;l’umanità non può scindere l’intelligenza tecnologica da quella collettiva.&lt;/strong&gt; Non basta avere macchine più intelligenti se poi la società che le adotta è incapace di produrre fiducia, responsabilità condivisa e direzione comune.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Molti di coloro che scrivono di AI la osservano da un punto di vista &lt;strong&gt;profondamente individualista. &lt;/strong&gt;È comprensibile: spesso sono persone che hanno dedicato la propria vita alle &lt;strong&gt;macchine&lt;/strong&gt;, alla &lt;strong&gt;logica&lt;/strong&gt;, alla &lt;strong&gt;performance&lt;/strong&gt;, alla capacità &lt;strong&gt;computazionale&lt;/strong&gt;. Ma &lt;strong&gt;una società non è fatta solo di performance.&lt;/strong&gt; È fatta anche di &lt;strong&gt;amicizia&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;fiducia&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;legami&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;reputazione&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;cooperazione&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;comunità&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ed è proprio qui che si giocherà la &lt;strong&gt;vera partita.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’AI non elimina il valore umano: lo sposta&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Io non credo che i lavori di supervisione spariranno del tutto.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Credo anzi il contrario: aumenterà il bisogno di esseri umani capaci di assumersi responsabilità, di validare, di interpretare, di custodire il rapporto di &lt;strong&gt;fiducia.&lt;/strong&gt; Per un motivo molto semplice: &lt;strong&gt;se la macchina si rompe, serve sempre un meccanico.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Possiamo &lt;strong&gt;automatizzare&lt;/strong&gt; tantissime operazioni. Possiamo &lt;strong&gt;delegare&lt;/strong&gt; all’AI enormi porzioni del lavoro operativo. Possiamo &lt;strong&gt;accelerare&lt;/strong&gt; analisi, produzione, traduzione, progettazione, sviluppo, sintesi, organizzazione.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma il problema della fiducia non si risolve automaticamente con la potenza di calcolo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Quando entra in gioco la &lt;strong&gt;fiducia&lt;/strong&gt;, entra in gioco l’umano. Quando entra in gioco la &lt;strong&gt;responsabilità&lt;/strong&gt;, entra in gioco l’umano. Quando entra in gioco la &lt;strong&gt;decisione finale&lt;/strong&gt;, soprattutto in &lt;strong&gt;contesti delicati&lt;/strong&gt;, entra in gioco l’umano.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Per questo non penso che il futuro sia una semplice sostituzione.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Penso che sarà una &lt;strong&gt;ridefinizione del capitale umano:&lt;/strong&gt; meno centrato sul fare operativo, molto più centrato sulla supervisione, sulla visione, sulla responsabilità, sulla relazione e sul &lt;strong&gt;coordinamento del senso.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il vero cambio di paradigma&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Secondo me il vero punto che quasi nessuno sta mettendo a fuoco è questo:&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;stiamo togliendo all’essere umano il peso della curva di apprendimento, demandandone una parte crescente all’intelligenza artificiale e lasciando all’essere umano la possibilità di concentrarsi di più su ciò per cui esiste: costruire significato, benessere, felicità.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questa frase può sembrare idealista, ma in realtà è molto concreta.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Per decenni abbiamo costruito organizzazioni in cui l’essere umano spendeva la maggior parte del proprio tempo in attività ripetitive, lente, dispersive a basso valore esistenziale. Non parlo solo di lavoro manuale. Parlo &lt;strong&gt;anche di lavoro cognitivo:&lt;/strong&gt; ricerca, sintesi, riformulazione, controllo, trasferimento di informazioni, burocrazia, frizione operativa.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L’AI sta entrando esattamente lì e questo non deve farci solo paura. Deve costringerci a una domanda più seria:&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;se non saremo più definiti dalla fatica di eseguire, da cosa saremo definiti?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questa è la domanda vera.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ed è una domanda culturale, quasi &lt;strong&gt;antropologica&lt;/strong&gt; prima ancora che tecnologica.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nei prossimi 12 mesi non vinceranno i più intelligenti. Vinceranno i più pronti a ripensarsi.&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Nei prossimi 12 mesi vedremo una fortissima instabilità.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;In un mondo globalizzato, in cui presto la lingua non sarà più una barriera grazie a traduzioni sempre più istantanee e contestuali, molte aziende europee e italiane rischiano di trovarsi improvvisamente esposte a una &lt;strong&gt;concorrenza molto più veloce, più snella, più radicale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L’azienda che oggi si sta ancora chiedendo “come potremmo usare l’intelligenza artificiale nei processi?” rischia di essere superata da aziende che hanno già adattato &lt;strong&gt;pricing&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;organizzazione&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;servizio&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;velocità&lt;/strong&gt; e modello operativo a questo &lt;strong&gt;nuovo scenario.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il mercato tende a spostarsi dove &lt;strong&gt;il valore viene prodotto meglio e a costi inferiori.&lt;/strong&gt; Questa è una realtà.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Per questo credo che l’Italia e buona parte dell’Europa siano in ritardo. Non &lt;strong&gt;perché manchino talento o cultura&lt;/strong&gt;, ma perché troppo spesso manca la &lt;strong&gt;capacità ricettiva.&lt;/strong&gt; Manca la velocità di &lt;strong&gt;assorbimento del nuovo.&lt;/strong&gt; Manca il &lt;strong&gt;coraggio di rimettere mano ai processi mentre ancora funzionano “abbastanza bene”.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Detto questo, non penso che il quadro sia solo negativo.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Viviamo in una fase storica in cui la &lt;strong&gt;regolamentazione&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;vincoli geopolitici&lt;/strong&gt; e la possibile &lt;strong&gt;tendenza degli Stati a richiudersi su alcuni asset strategici&lt;/strong&gt; potrebbero rallentare la &lt;em&gt;distruzione&lt;/em&gt; immediata e dare alle imprese europee un po’ di tempo per adattarsi.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il punto è come useranno quel tempo.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Per negare il cambiamento?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;O &lt;strong&gt;per trasformarsi?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chi rischia davvero&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non rischiano solo le singole professioni.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Rischiano soprattutto le &lt;strong&gt;comunità lente. &lt;/strong&gt;Rischiano i &lt;strong&gt;sistemi culturali&lt;/strong&gt; che continuano a leggere ogni innovazione solo come una &lt;strong&gt;minaccia alla posizione acquisita.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Rischiano i contesti che mettono la &lt;strong&gt;difesa dell’equilibrio attuale&lt;/strong&gt; davanti al &lt;strong&gt;benessere collettivo futuro.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Rischiano gli ecosistemi che antepongono la &lt;strong&gt;protezione del ruolo &lt;/strong&gt;al &lt;strong&gt;miglioramento reale della vita delle persone.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se un braccio robotico può &lt;strong&gt;ridurre drasticamente la mortalità in chirurgia&lt;/strong&gt;, il punto non può essere: &lt;strong&gt;“allora il medico perché ha studiato?”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il punto deve essere: &lt;strong&gt;“come ridefiniamo il ruolo del medico in un sistema che cura meglio?”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questa è la differenza tra &lt;strong&gt;una società che innova&lt;/strong&gt; per il &lt;strong&gt;bene comune&lt;/strong&gt; e una società che si &lt;strong&gt;aggrappa alle categorie&lt;/strong&gt; del &lt;strong&gt;passato&lt;/strong&gt; fino a farsi &lt;strong&gt;travolgere.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Finché continueremo a &lt;strong&gt;ragionare solo da singoli, &lt;/strong&gt;verremo &lt;strong&gt;superati da contesti&lt;/strong&gt; in cui &lt;strong&gt;il bene viene letto come beneficio collettivo prodotto dall’innovazione.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chi può guadagnarci di più&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Paradossalmente, non sempre i grandi Paesi storicamente forti saranno i più veloci.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;I contesti che partono da zero, o quasi, hanno spesso un vantaggio: &lt;strong&gt;non devono difendere infrastrutture mentali,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;organizzative&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;materiali&lt;/strong&gt; del &lt;strong&gt;passato.&lt;/strong&gt; Possono &lt;strong&gt;costruire direttamente su paradigmi nuovi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questo vale per i &lt;strong&gt;Paesi in via di sviluppo,&lt;/strong&gt; ma vale anche per le &lt;strong&gt;aziende più leggere,&lt;/strong&gt; per le &lt;strong&gt;organizzazioni non ancora irrigidite,&lt;/strong&gt; per le &lt;strong&gt;PMI coraggiose&lt;/strong&gt; che hanno ancora &lt;strong&gt;abbastanza agilità&lt;/strong&gt; per cambiare davvero.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Chi costruisce oggi &lt;strong&gt;nativamente&lt;/strong&gt; con AI, &lt;strong&gt;processi fluidi,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;automazione,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;nuove logiche di servizio&lt;/strong&gt; e una cultura aperta alla &lt;strong&gt;trasformazione&lt;/strong&gt; può recuperare &lt;strong&gt;in pochi anni&lt;/strong&gt; ritardi che in passato &lt;strong&gt;avrebbero richiesto decenni.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;La curva evolutiva si è compressa&lt;/strong&gt; e quando la curva si comprime, &lt;strong&gt;la storia accelera.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il punto non è risparmiare. Il punto è investire.&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;C’è un’altra parte della narrazione dominante che personalmente correggerei.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non credo che la risposta giusta a questa fase sia semplicemente &lt;strong&gt;“mettere da parte soldi”&lt;/strong&gt;. I soldi, da soli, diventano rapidamente &lt;strong&gt;anacronistici&lt;/strong&gt; se non sono &lt;strong&gt;collegati a una visione. &lt;/strong&gt;Credo di più in un’altra parola: &lt;strong&gt;investire&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Investire in &lt;strong&gt;comprensione.&lt;/strong&gt; Investire in &lt;strong&gt;strumenti. &lt;/strong&gt;Investire in &lt;strong&gt;adattamento. &lt;/strong&gt;Investire in &lt;strong&gt;cultura organizzativa. &lt;/strong&gt;Investire nella &lt;strong&gt;propria capacità di leggere il cambiamento&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;prima che diventi emergenza.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il tema &lt;strong&gt;non è conservare risorse per resistere.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il tema &lt;strong&gt;è allocare risorse per trasformarsi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il criterio per vincere non sarà l’ego. Sarà il contributo&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se dovessi sintetizzare la mia posizione in una sola frase, direi questa:&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;chi nei prossimi due anni vincerà non sarà chi pensa solo a se stesso, ma chi attraverso la propria esistenza saprà portare qualcosa di significativo al bene della comunità in cui è inserito.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questo vale &lt;strong&gt;per le persone.&lt;/strong&gt; Vale &lt;strong&gt;per le aziende.&lt;/strong&gt; Vale &lt;strong&gt;per i territori.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L’AI premierà &lt;strong&gt;chi saprà moltiplicare il valore condiviso, non solo chi saprà comprimere i costi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Perché quando l’accesso agli strumenti si &lt;strong&gt;democraticizza,&lt;/strong&gt; il differenziale &lt;strong&gt;non lo fa più solo la tecnica.&lt;/strong&gt; Lo fanno &lt;strong&gt;la visione, l’etica, la fiducia, la capacità di costruire sistemi umani più intelligenti insieme alle macchine.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;La domanda giusta da fare oggi&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La domanda non è più:&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;“L’intelligenza artificiale sostituirà il mio lavoro?”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La domanda giusta è:&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;“Come posso usare l’intelligenza artificiale per rendere il mio lavoro, la mia impresa e la mia comunità più intelligenti, più sane, più veloci e più umane?”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Perché la partita vera non è uomo contro macchina. &lt;strong&gt;È società evoluta contro società immobile.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il messaggio che vorrei lasciare&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non scrivo queste righe per spaventare.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Le scrivo per &lt;strong&gt;svegliare.&lt;/strong&gt; Credo che &lt;strong&gt;ci troviamo dentro una trasformazione radicale.&lt;/strong&gt; Credo che molte aziende stiano &lt;strong&gt;sottovalutando la velocità del cambiamento.&lt;/strong&gt; Credo che nei prossimi mesi vedremo una &lt;strong&gt;crescente instabilità competitiva.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma credo anche che questa sia una delle più grandi opportunità della nostra epoca.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Siamo nel momento in cui possiamo ancora scegliere &lt;strong&gt;che tipo di rapporto vogliamo costruire&lt;/strong&gt; tra &lt;strong&gt;intelligenza artificiale&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;intelligenza collettiva.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Possiamo &lt;strong&gt;subire&lt;/strong&gt; questa transizione, oppure &lt;strong&gt;guidarla.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Possiamo usarla per &lt;strong&gt;impoverire il senso del lavoro,&lt;/strong&gt; oppure per &lt;strong&gt;liberare tempo, energia e capacità umana&lt;/strong&gt; verso forme &lt;strong&gt;più alte di valore.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Possiamo viverla come &lt;strong&gt;minaccia individuale,&lt;/strong&gt; oppure come &lt;strong&gt;occasione per ripensare i processi in funzione del benessere collettivo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Noi, in L45, crediamo in questa seconda strada.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L’intelligenza artificiale &lt;strong&gt;non è per noi un semplice strumento di efficienza.&lt;/strong&gt; È una &lt;strong&gt;leva per riprogettare processi,&lt;/strong&gt; r&lt;strong&gt;uoli e modelli organizzativi&lt;/strong&gt; in modo che &lt;strong&gt;la tecnologia amplifichi il potenziale umano invece di svuotarlo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Chi inizia adesso non sta solo adottando una tecnologia. &lt;strong&gt;Sta scegliendo il tipo di futuro che vuole contribuire a costruire.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/03/Progetto-senza-titolo.png" length="1181541" type="image/png"/></item><item><title>L’AI sconvolge il mercato tech: la visione lungimirante di L45 Suisse</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/lai-sconvolge-il-mercato-tech-la-visione-lungimirante-di-l45-suisse/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/lai-sconvolge-il-mercato-tech-la-visione-lungimirante-di-l45-suisse/</guid><description>Cosa sta succedendo ai giganti della tecnologia? Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un crollo senza precedenti del valore di molte aziende software, da…</description><pubDate>Sat, 07 Feb 2026 11:33:29 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Cosa sta succedendo ai giganti della tecnologia? Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un crollo senza precedenti del valore di molte aziende software, da Microsoft ad Amazon, da Snowflake a SAP. Il colpevole indicato da analisti e manager è uno solo: l’adozione massiccia dell’&lt;strong&gt;intelligenza artificiale (AI)&lt;/strong&gt; e dei nuovi agenti AI autonomi. È un paradosso dell’efficienza: più il software diventa intelligente, &lt;strong&gt;meno software “tradizionale” si vende&lt;/strong&gt;. Vi spiego perché e perché &lt;strong&gt;9 mesi fa ho fondato L45 Suisse proprio in previsione di questo scenario&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un agente AI tuttofare che fa tremare l’industria&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Tutto è iniziato con il lancio di &lt;strong&gt;Claude CoWork&lt;/strong&gt; di Anthropic: un agente AI capace di svolgere &lt;strong&gt;praticamente qualsiasi compito da “impiegato digitale”&lt;/strong&gt;. Non stiamo parlando del solito chatbot conversazionale, ma di un assistente in grado di &lt;strong&gt;operare sui nostri file, creare documenti e portare a termine compiti in autonomia&lt;/strong&gt;. Giusto per capire la portata: Claude CoWork può &lt;strong&gt;riordinare cartelle, generare un foglio Excel con l’elenco delle spese partendo da foto di ricevute, oppure scrivere una bozza di rapporto partendo da appunti sparsi&lt;/strong&gt;, il tutto &lt;strong&gt;senza intervento umano&lt;/strong&gt;, se non per dare il comando iniziale e supervisionare. In pratica, &lt;strong&gt;un unico agente AI può fare il lavoro di interi team amministrativi&lt;/strong&gt;: preparare presentazioni, analizzare report, leggere PDF e inserirne i dati in un foglio di calcolo, il tutto con velocità e precisione crescenti.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non a caso, &lt;strong&gt;oggi quasi tutti gli attori del settore corrono ad integrare agenti simili nei loro prodotti&lt;/strong&gt;. Dalla stessa OpenAI (che con ChatGPT ha introdotto plugin e funzioni di &lt;strong&gt;Code Interpreter&lt;/strong&gt; per automatizzare analisi di dati e documenti) fino a Salesforce (che ha lanciato l’agente &lt;em&gt;“Agentforce”&lt;/em&gt; per il supporto clienti), tutti spingono in questa direzione. Il messaggio è chiaro: &lt;strong&gt;gli agenti AI stanno passando da “assistenti personali” a veri e propri colleghi digitali&lt;/strong&gt;, capaci di usare il computer quasi come farebbe una persona. Come descrive lo scenario elaborato dagli esperti, &lt;em&gt;“le AI di inizio 2026 funzionano più come dipendenti che come assistenti: prendono istruzioni via Slack o Teams e apportano modifiche sostanziali al codice da soli”&lt;/em&gt; . Insomma, l’AI sta &lt;strong&gt;scalando la marcia&lt;/strong&gt;: da curiosità tecnologica a forza lavoro autonoma.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il crollo del modello a licenze: perché vendere software non basta più&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questa evoluzione ha innescato quello che in molti chiamano il &lt;strong&gt;“paradosso dell’efficienza”&lt;/strong&gt;: più software intelligente installiamo, &lt;strong&gt;meno abbiamo bisogno di dipendenti umani&lt;/strong&gt; e dunque &lt;strong&gt;meno licenze software riusciamo a vendere&lt;/strong&gt; . Sembra una contraddizione, ma pensiamoci: per decenni il modello di business del software enterprise si è basato sulle licenze per utente. &lt;strong&gt;Più impiegati aveva un’azienda, più copie di Windows, Office, SAP, Photoshop e via dicendo acquistava&lt;/strong&gt;. Era una crescita quasi garantita. Oggi quel legame si sta spezzando: &lt;em&gt;“gli agenti AI hanno dissociato la produttività dal lavoro umano”&lt;/em&gt;, dicono sempre più report. Se un singolo agente AI può sostituire il lavoro di 5, 10 o 50 persone, le aziende non hanno motivo di continuare a pagare decine di licenze per postazione. &lt;strong&gt;Il tradizionale modello “per-seat” sta morendo&lt;/strong&gt;, sostituito (forse) da modelli a consumo o basati sul risultato.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Le conseguenze sono tangibili sul mercato finanziario. Negli ultimi quattro mesi c’è stata &lt;strong&gt;la peggiore caduta di valutazione dell’indice software dai tempi della bolla dot-com&lt;/strong&gt;: il rapporto prezzo/utili medio del settore SaaS si è dimezzato, scendendo dai multipli astronomici degli anni scorsi a livelli più sobri. Gli investitori hanno improvvisamente realizzato che &lt;em&gt;“l’AI non è solo una feature in più da vendere, ma una minaccia strutturale al modello di licenze per utente”&lt;/em&gt; . Tutto questo mentre fino a pochi mesi fa regnava l’&lt;strong&gt;euforia generativa&lt;/strong&gt; (bastava annunciare una funzione AI per vedere le azioni salire). Ora invece è scoppiata l’&lt;strong&gt;“AI-realismo”&lt;/strong&gt;: i mercati chiedono &lt;strong&gt;numeri concreti&lt;/strong&gt; su come l’AI contribuisce ai ricavi e iniziano a dubitare della sostenibilità a lungo termine di certi modelli di business .&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Gli esempi abbondano. &lt;strong&gt;Salesforce&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Workday&lt;/strong&gt;, pilastri del software aziendale, hanno visto i clienti chiedere forti sconti o rescissioni anticipando &lt;strong&gt;riduzioni di personale grazie all’AI&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Adobe&lt;/strong&gt;, un tempo monopolista incontrastato nel design, ha visto la sua valutazione precipitare al minimo da un decennio: &lt;em&gt;deve spendere miliardi in chip Nvidia per potenziare la sua AI generativa Firefly, mentre la sua utenza professionale viene erosa da competitor AI-native molto più economici come Canva e Midjourney&lt;/em&gt;. In altre parole, &lt;strong&gt;l’AI sta commoditizzando il software applicativo&lt;/strong&gt;: perché pagare costosi abbonamenti per Photoshop se un modello generativo online (magari gratuito o a basso costo) crea immagini quasi comparabili?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Persino il colosso &lt;strong&gt;Microsoft&lt;/strong&gt;, che pure è all’avanguardia nell’AI con OpenAI e Azure, non è immune al nuovo scenario. Le sue azioni hanno tenuto meglio di altre, ma sono comunque in calo e alcuni analisti segnalano rischi all’orizzonte: quasi metà del backlog di contratti commerciali Microsoft ora dipende dall’ecosistema OpenAI. In sintesi, anche per Redmond vale il monito: &lt;strong&gt;non dare per scontati i vecchi flussi di ricavi&lt;/strong&gt;. Aziende come &lt;strong&gt;Snowflake&lt;/strong&gt;, poi, stanno facendo fatica a convincere il mercato che i loro costosi servizi di data warehousing avranno ancora margine in un’epoca in cui l’AI fa da padrona, divorando risorse computazionali ma anche ottimizzando molte analisi dati in-house .&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;A livello strategico, &lt;strong&gt;sta cambiando tutto&lt;/strong&gt;. Si parla già di un passaggio dai prodotti “per umani” a piattaforme pensate per agenti AI autonomi. Le software house dovranno ripensare prezzi e modelli: ad esempio, &lt;strong&gt;far pagare a consumo per task completato invece che per utente&lt;/strong&gt;, un cambiamento epocale che potrebbe creare &lt;strong&gt;vuoti di ricavi a breve termine&lt;/strong&gt; finché il nuovo sistema non raggiunge volumi sufficienti. Nel frattempo, gli investitori fuggono dai titoli software tradizionali per rifugiarsi altrove (chip, infrastrutture, persino settori come energia e costruzioni), convinti che la festa del software facile sia finita. &lt;em&gt;“Il settore non sta morendo, ma sta rinascendo in altra forma e la transizione sarà dolorosa”&lt;/em&gt;, concludono sempre più report.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Big Tech in panico: meno dipendenti, meno licenze (e più AI)&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Oltre ai numeri di Borsa, c’è un altro indicatore del panico in corso: &lt;strong&gt;i licenziamenti e le riorganizzazioni annunciati da molte big tech, con l’AI citata come causa o come scusa&lt;/strong&gt;. Negli Stati Uniti, il 41% delle aziende prevede di ridurre il personale nei prossimi 5 anni proprio a causa dell’AI, secondo il World Economic Forum. E in effetti sta già accadendo. &lt;strong&gt;IBM&lt;/strong&gt; ad esempio ha &lt;strong&gt;sostituito centinaia di dipendenti delle risorse umane con sistemi AI&lt;/strong&gt; e il suo CEO Arvind Krishna stima che &lt;em&gt;“fino al 30% di quelle mansioni potranno essere rimpiazzate dall’AI nel giro di cinque anni”&lt;/em&gt; . &lt;strong&gt;HP&lt;/strong&gt; ha dichiarato che nei prossimi anni taglierà fino a 6.000 posti (quasi il 10% della forza lavoro) grazie a misure di produttività guidate dall’AI. Perfino il CEO di &lt;strong&gt;Amazon&lt;/strong&gt;, Andy Jassy, ha ammesso che &lt;em&gt;i guadagni di efficienza da AI ridurranno la forza lavoro della società in futuro&lt;/em&gt; anche se per ora nega che i recenti 14.000 licenziamenti annunciati siano “colpa dell’AI”.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La &lt;strong&gt;parola d’ordine nelle boardroom è diventata “snellire nell’era dell’AI”&lt;/strong&gt;. Non sorprende che anche le società di consulenza e servizi IT si stiano adeguando. &lt;strong&gt;Accenture&lt;/strong&gt;, per dirne una, ha annunciato un investimento di 3 miliardi di dollari per raddoppiare le competenze AI interne, mentre in parallelo ha avviato il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro tradizionali. La logica è chiara: &lt;strong&gt;meno teste umane da gestire, più algoritmi da addestrare&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Un caso emblematico è &lt;strong&gt;Salesforce&lt;/strong&gt;, leader dei CRM: il CEO Marc Benioff ha rivelato di aver usato proprio un agente AI (il citato &lt;em&gt;Agentforce&lt;/em&gt;) per ristrutturare il supporto clienti, &lt;strong&gt;riducendo il team di supporto da 9.000 a 5.000 persone&lt;/strong&gt; senza perdere efficienza. In pratica l’AI ha tagliato di quasi la metà un intero reparto e Salesforce non ha più necessità di assumere per quelle mansioni. Analogamente, il CEO di &lt;strong&gt;Klarna&lt;/strong&gt; (servizi fintech) afferma che grazie all’AI la sua azienda &lt;em&gt;“potrebbe operare efficacemente con la metà dei dipendenti attuali”&lt;/em&gt; . Il fondatore di &lt;strong&gt;Fiverr&lt;/strong&gt; (piattaforma freelance) è stato ancora più schietto, dicendo ai dipendenti in una memo interna: &lt;em&gt;“l’AI sta venendo per il vostro posto di lavoro”&lt;/em&gt;, giustificando un taglio del 30% del personale e annunciando che d’ora in poi assumerà &lt;em&gt;solo persone che sanno utilizzare l’AI&lt;/em&gt; .&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questi segnali hanno generato &lt;strong&gt;dibattito e timori diffusi anche nell’opinione pubblica&lt;/strong&gt;. Negli Stati Uniti si sono già viste le prime proteste di lavoratori contro l’automazione AI: uno scenario ipotizzato dal progetto &lt;strong&gt;AI 2027&lt;/strong&gt; immagina manifestazioni di massa con decine di migliaia di persone spaventate dall’ondata di automazione. Non siamo così lontani da quella realtà: chi oggi sta perdendo il posto a causa di un algoritmo comprende bene la frustrazione di vedersi rimpiazzato da una macchina. Allo stesso tempo, nuove figure professionali emergono (manager di team di AI, &lt;em&gt;prompt engineer&lt;/em&gt;, supervisori etici, ecc.), creando una &lt;strong&gt;dinamica complessa di distruzione e creazione di lavoro&lt;/strong&gt;. Il messaggio ai lavoratori è duro ma chiaro: &lt;strong&gt;bisogna sapersi reinventare nell’era dell’AI&lt;/strong&gt;. Come ha detto il CEO di Fiverr, &lt;em&gt;“se non affilate le armi (leggi: competenze AI), resterete indietro”&lt;/em&gt; .&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Anticipare il futuro: la visione di L45 Suisse&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Di fronte a questo panorama: aziende in crisi di identità, modelli di business da reinventare e lavoratori in allarme &lt;strong&gt;cosa si può fare?&lt;/strong&gt; La mia risposta è stata &lt;strong&gt;fondare L45 Suisse&lt;/strong&gt;. Nove mesi fa, quando abbiamo avviato la sede svizzera di L45, &lt;strong&gt;avevamo già intravisto questi segnali&lt;/strong&gt;. Sapevamo che &lt;strong&gt;l’AI avrebbe travolto le vecchie certezze&lt;/strong&gt; nel campo della comunicazione e del software e che le aziende avrebbero avuto bisogno di &lt;strong&gt;una guida per navigare la trasformazione&lt;/strong&gt;. L45 Suisse è nata con una missione precisa: &lt;strong&gt;unire la comunicazione d’impresa con l’innovazione tecnologica&lt;/strong&gt;, in particolare l’AI e l’automazione, per aiutare le organizzazioni a &lt;strong&gt;crescere in modo sostenibile&lt;/strong&gt; anche in questo nuovo contesto (non a caso il nostro mantra è integrare &lt;em&gt;AI, branding e processi aziendali&lt;/em&gt; in leve strategiche di crescita).&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Essere &lt;strong&gt;lungimiranti&lt;/strong&gt; oggi significa abbracciare l’AI senza paura, ma con un piano. Vuol dire &lt;strong&gt;ripensare i modelli organizzativi&lt;/strong&gt;: se alcune mansioni ripetitive possono essere delegate alle macchine, liberiamo le persone per attività a maggior valore aggiunto. Vuol dire anche &lt;strong&gt;ripensare i modelli di business&lt;/strong&gt;: non più vendere solo software e ore-uomo, ma risultati, soluzioni “as-a-service” e prodotti &lt;strong&gt;co-creati con l’AI&lt;/strong&gt;. Chi saprà per primo &lt;em&gt;“trasformarsi da fornitore di strumenti per umani a piattaforma per agenti autonomi”&lt;/em&gt; sarà il vincitore di domani.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;In L45 Suisse &lt;strong&gt;credevamo in questa visione già in tempi non sospetti&lt;/strong&gt; e oggi la vediamo realizzarsi sotto i nostri occhi. Certo, la transizione non è indolore: richiede coraggio, investimenti e formazione continua. Ma &lt;strong&gt;farsi trovare impreparati non è un’opzione&lt;/strong&gt;. La &lt;strong&gt;storia ci insegna&lt;/strong&gt; che in ogni rivoluzione industriale chi si ostina a combattere il cambiamento invece di governarlo è destinato a soccombere. Al contrario, chi anticipa i trend e &lt;strong&gt;scommette sull’innovazione&lt;/strong&gt; raccoglie i frutti maggiori.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;In conclusione&lt;/strong&gt;, il terremoto provocato dall’AI nel mercato tech è solo all’inizio. I prossimi mesi porteranno probabilmente altre turbolenze, consolidamenti e sorprese. Come manager e imprenditori, non possiamo permetterci di reagire con panico o miopia. Dobbiamo piuttosto &lt;strong&gt;aprire un dibattito costruttivo&lt;/strong&gt; su come ridisegnare il futuro del lavoro e del business con l’AI al nostro fianco e non come nemica, ma come alleata. È esattamente questo il dibattito che vogliamo stimolare in L45 Suisse, condividendo visioni e strategie. Avevamo previsto la tempesta e preparato la rotta; adesso siamo qui per aiutare altri a navigarla. E voi, &lt;strong&gt;siete pronti a salpare nel nuovo mondo dell’intelligenza artificiale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2026/02/Progetto-senza-titolo-1.png" length="969517" type="image/png"/></item><item><title>Automazione o sorveglianza? Quando l’efficienza diventa una cavigliera digitale</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/automazione-o-sorveglianza-quando-lefficienza-diventa-una-cavigliera-digitale/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/automazione-o-sorveglianza-quando-lefficienza-diventa-una-cavigliera-digitale/</guid><description>Negli ultimi anni si è parlato molto di automazione, intelligenza artificiale e ottimizzazione dei processi.</description><pubDate>Tue, 11 Nov 2025 10:48:05 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;Negli ultimi anni si è parlato molto di automazione, intelligenza artificiale e ottimizzazione dei processi. Ma troppo spesso, nelle aziende, si confonde l’efficientamento con il controllo.&lt;br&gt;La differenza è sottile ma fondamentale: la prima libera le persone dal superfluo, la seconda le incatena alla produttività.&lt;/h2&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’equivoco del potere&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Molti imprenditori, o meglio molti di quelli che si definiscono tali, non cercano più di costruire valore attraverso la fiducia e l’ingegno, ma attraverso la sorveglianza.&lt;br&gt;Credono che un software debba “monitorare” i dipendenti, non affiancarli.&lt;br&gt;Dimenticano che le cavigliere elettroniche esistono già, e che sono pensate per chi deve scontare una pena, non per chi contribuisce a far crescere un’azienda.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gli imprenditori sono spariti. Restano i capitalisti.&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Un tempo l’imprenditore era colui che rischiava, ispirava e costruiva. Oggi la scena è occupata da una nuova figura: il capitalista del controllo.&lt;br&gt;Chi si muove solo in base ai margini, alle performance e alle metriche di efficienza dimentica che le persone non sono processi.&lt;br&gt;E non è un caso se, agli occhi dei lavoratori, i “padroni” di oggi valgono sempre meno: non incarnano più un progetto, ma solo un profitto.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il vero rischio: l’AI come simbolo di oppressione&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se questa mentalità continuerà a prevalere, il rischio più grande non sarà tecnologico ma culturale.&lt;br&gt;L’intelligenza artificiale e l’automazione, nate per alleggerire la vita lavorativa, finiranno per essere percepite come strumenti di oppressione.&lt;br&gt;Non più alleati che liberano tempo e creatività, ma occhi elettronici puntati addosso.&lt;br&gt;Non più tecnologie al servizio delle persone, ma persone al servizio delle tecnologie.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Lo stipendio non basta più&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Nel 2025, parlare di stipendio come leva motivazionale è anacronistico.&lt;br&gt;Il denaro è diventato una commodity, non un privilegio. È la base minima, non il motore della passione.&lt;br&gt;Pensare che la dedizione dei dipendenti nasca solo dal salario è come pretendere lealtà in cambio di ossigeno: naturale, ma insufficiente.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Le persone cercano senso, fiducia, crescita e libertà.&lt;br&gt;Vogliono ambienti che valorizzino l’intelligenza e la creatività, non che le misurino a colpi di KPI.&lt;br&gt;Ecco perché, se l’unico linguaggio dell’impresa resta quello economico, il dialogo con i talenti si spegnerà. E nessuna automazione potrà riaccenderlo.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;La vera rivoluzione è umana&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L’AI non può sostituire la leadership, la visione e il coraggio di chi guida un’impresa con empatia.&lt;br&gt;Servono imprenditori, non carcerieri.&lt;br&gt;Serve chi crede che l’automazione sia un mezzo per restituire tempo, non per rubarlo.&lt;br&gt;Solo allora potremo dire di aver costruito un futuro in cui la tecnologia non controlla l’uomo, ma lo accompagna.&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/11/Progetto-senza-titolo-8.png" length="1382251" type="image/png"/></item><item><title>Quando l’intelligenza artificiale entra nelle nostre vite: ChatGPT, tra nostalgia e quotidianità</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/quando-lintelligenza-artificiale-entra-nelle-nostre-vite-chatgpt-tra-nostalgia-e-quotidianita/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/quando-lintelligenza-artificiale-entra-nelle-nostre-vite-chatgpt-tra-nostalgia-e-quotidianita/</guid><description>Nessun robot. Nessun server scintillante. Nessun codice che scorre su uno schermo. Solo un giovane che cerca di fare una trazione alla sbarra.</description><pubDate>Mon, 29 Sep 2025 07:53:40 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;ChatGPT si racconta, finalmente, attraverso le nostre vite&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Nessun robot. Nessun server scintillante. Nessun codice che scorre su uno schermo. Solo un giovane che cerca di fare una trazione alla sbarra. Una coppia che si sorprende con una cena improvvisata. Un fratello che regala alla sorella un viaggio inatteso.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questo è il nuovo volto di ChatGPT, secondo la campagna appena lanciata da OpenAI: umano, semplice, quotidiano.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Con una narrazione tutta incentrata sull’esperienza, OpenAI presenta l’intelligenza artificiale nel modo più disarmante possibile. Uno strumento utile, presente, quasi invisibile, ma essenziale. Una rivoluzione silenziosa raccontata in spot da 30 secondi, girati in pellicola 35mm, accompagnati da musiche indie e atmosfere retrò. Una scelta estetica che non è solo questione di stile, ma di significato. L’AI entra nel nostro presente con delicatezza, e con profondità.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Una creatività che non parla (solo) di tecnologia&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La campagna, firmata dall’agenzia Isle of Any e diretta dal regista canadese Miles Jay, è la più ambiziosa mai realizzata da OpenAI. Il messaggio è chiaro: umanizzare l’esperienza ChatGPT, renderla accessibile anche a chi non si sente “tecnologico”.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ogni spot racconta una micro-storia in cui l’AI diventa una sorta di co-pilota. Non è la protagonista. È quella voce fidata che ti suggerisce l’idea giusta, nel momento esatto. I titoli? “Dish”, “Pull Up”, “Road Trip”. Parole semplici, evocative. Proprio come l’interazione con il chatbot.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Niente superpoteri. Solo piccoli aiuti. Niente fantascienza. Solo vita vera.&lt;/p&gt;

&lt;figure class=&quot;wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio&quot;&gt;&lt;div class=&quot;wp-block-embed__wrapper&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=To04SSylvVY&quot;&gt;Video: Dish with ChatGPT (YouTube)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/figure&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il punto di svolta: dall’AI per il lavoro all’AI per vivere meglio&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Secondo un recente studio del National Bureau of Economic Research, oltre il 70% dei messaggi inviati a ChatGPT ha uno scopo personale. Non è più solo uno strumento da ufficio. È un alleato per imparare, esplorare, risolvere problemi, creare.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questa campagna visualizza proprio questo cambiamento. E lo fa con una semplicità che spiazza, portando lo spettatore a chiedersi: “E io, come potrei usarlo?”&lt;/p&gt;

&lt;figure class=&quot;wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio&quot;&gt;&lt;div class=&quot;wp-block-embed__wrapper&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=IqC3YrIzbQw&quot;&gt;Video: Pull-Up with ChatGPT (YouTube)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/figure&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un invito a riscoprire l’AI come estensione dell’umano&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale viene spesso descritta come fredda o minacciosa, OpenAI cambia il punto di vista. ChatGPT non vuole sostituirci, ma amplificare ciò che possiamo fare. Il tono della campagna è caldo, quasi intimo. Niente effetti speciali. Solo possibilità.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La forza di questa narrazione è proprio qui: non parla di ChatGPT. Parla di noi.&lt;/p&gt;

&lt;figure class=&quot;wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio&quot;&gt;&lt;div class=&quot;wp-block-embed__wrapper&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=go4o6jiy8qE&quot;&gt;Video: Road Trip with ChatGPT (YouTube)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/figure&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Conclusione: il futuro sarà più umano se l’AI saprà restare sullo sfondo&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il debutto durante il NFL Primetime negli Stati Uniti e la distribuzione crossmediale nel Regno Unito e in Irlanda rendono questa campagna un momento chiave nel posizionamento di ChatGPT come brand, non solo come strumento.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ma c’è di più. Questo è un messaggio culturale. Ci dice che l’AI può davvero appartenere a tutti solo se riesce ad adattarsi al nostro modo di vivere, senza forzature.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;OpenAI sembra averlo capito. E con questa campagna lo dice con chiarezza: la migliore intelligenza artificiale è quella che resta sullo sfondo, mentre tu vivi la tua vita.&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/09/Progetto-senza-titolo-1.png" length="1372703" type="image/png"/></item><item><title>Quando la tecnologia dice la verità sui processi</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/quando-la-tecnologia-dice-la-verita-sui-processi/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/quando-la-tecnologia-dice-la-verita-sui-processi/</guid><description>Perché l’AI non sostituisce le persone, rende visibili in fretta le fragilità dei processi e ci dà l’occasione di migliorarli.</description><pubDate>Mon, 29 Sep 2025 07:17:07 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Perché l’AI non sostituisce le persone, rende visibili in fretta le fragilità dei processi e ci dà l’occasione di migliorarli.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Negli ultimi mesi, in L45 Suisse stiamo accompagnando diversi clienti nell’adozione di soluzioni tecnologiche, anche di intelligenza artificiale, a supporto delle attività operative. Quasi sempre il primo effetto non è l’entusiasmo, ma la frizione: resistenze, timori di essere sostituiti, fastidio per il cambiamento. È umano. È anche il segnale che la tecnologia sta facendo proprio ciò per cui esiste: portare in superficie ciò che non funziona.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La tecnologia non crea i problemi, li rende misurabili e quindi migliorabili. È come far passare una corrente nel terreno: ciò che era nascosto affiora subito. Allo stesso modo, un flusso digitale o un modello di AI evidenzia in pochi giorni incongruenze, colli di bottiglia e regole non scritte che prima galleggiavano sotto traccia per mesi.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il vero cambiamento: accogliere il disagio e usarlo bene&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Davanti a questo mettere a fuoco, la scelta vincente non è irrigidirsi. Conviene accettare l’attrito come fase fisiologica di ogni trasformazione e incanalarlo in lavoro di miglioramento.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Pensiamola così: ieri facevi i calcoli a mano, oggi hai una calcolatrice. Non è un attacco alla tua competenza, è un modo per liberarla dagli errori ripetitivi e dal tempo sprecato. Se il risultato esce sbagliato più velocemente, non è la calcolatrice il problema, è la formula che va rivista. Con i processi succede la stessa cosa.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;“La tecnologia non sostituisce le persone: le mette nella condizione di fare meglio il proprio lavoro, se il processo viene ripensato insieme a loro.”&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cosa vediamo sul campo&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Quando l’AI entra in processi nati per il manuale, emergono subito:&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;Varianti informali: eccezioni e scorciatoie non documentate.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Ambiguità di responsabilità: chi fa cosa, quando e con quali criteri.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Metriche assenti o incoerenti: mancano dati per decidere.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Passaggi non necessari: attività fatte perché “si è sempre fatto così”.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Queste emersioni non sono un fallimento del progetto, sono il materiale del redesign.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Come trasformare la frizione in progresso, 5 mosse pratiche&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;ol start=&quot;1&quot; class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Co-progettazione con gli operativi&lt;/strong&gt; Coinvolgi da subito chi esegue il lavoro. La qualità del modello o del flusso dipende dalla qualità delle regole operative raccolte.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Definisci la verità di processo&lt;/strong&gt; Mappa gli step realmente svolti, non quelli ideali, e decidi quali standardizzare, quali automatizzare e quali lasciare alla discrezionalità umana.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Metriche chiare prima del go live&lt;/strong&gt; Allinea da 3 a 5 KPI di esito, per esempio tempo di ciclo, tasso di errore, rework, soddisfazione di operatori e clienti, throughput. Senza numeri la discussione resta ideologica.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Cicli brevi di feedback&lt;/strong&gt; Pilota in piccolo, misura, correggi. La velocità con cui impari vale più della perfezione iniziale.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Formazione e comunicazione onesta&lt;/strong&gt; Spiega il perché del cambiamento, cosa resta umano e cosa passa alla macchina. Rassicura sul ruolo: l’esperienza delle persone è l’input che rende utile l’AI.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un patto semplice: persone + tecnologia&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Quando gli operativi supportano la tecnologia, la tecnologia restituisce valore agli operativi e all’azienda. Meno errori, meno attese, più tempo per ciò che richiede giudizio, relazione e responsabilità, tutte qualità umane. Al contrario, più resistenza significa più ritardi e risultati peggiori: si combatte lo strumento invece di migliorare la sostanza.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;In sintesi, il punto non è la sostituzione, ma la collaborazione. L’automazione assorbe la parte ripetitiva; le persone si concentrano su eccezioni, decisioni e qualità del servizio. È così che si cresce.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se stai introducendo nuove soluzioni e senti frizione, non è un segnale di pericolo. È il momento giusto per ripensare i processi. In L45 Suisse aiutiamo i team a fare proprio questo: rendere visibile ciò che conta e trasformarlo in vantaggio operativo.&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/09/Progetto-senza-titolo.png" length="1074882" type="image/png"/></item><item><title>Trasparenza retributiva: Europa 2026 e gli impatti sulla Svizzera – Dialogo con Marco Cau</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/trasparenza-retributiva-europa-2026-e-gli-impatti-sulla-svizzera-dialogo-con-marco-cau/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/trasparenza-retributiva-europa-2026-e-gli-impatti-sulla-svizzera-dialogo-con-marco-cau/</guid><description>Alessio: Marco, negli ultimi tempi si parla molto di trasparenza retributiva e delle nuove norme europee che entreranno in vigore nel 2026.</description><pubDate>Fri, 11 Jul 2025 11:59:11 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alessio:&lt;/strong&gt; Marco, negli ultimi tempi si parla molto di &lt;strong&gt;trasparenza retributiva&lt;/strong&gt; e delle nuove norme europee che entreranno in vigore nel 2026. Come vedi questo tema, anche in ottica svizzera?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Marco:&lt;/strong&gt; È sicuramente un tema attuale e destinato a crescere d’importanza. Anche se la Svizzera non è parte dell’Unione Europea, credo che sarà comunque impattata dalle nuove regole. Già oggi le multinazionali presenti sul territorio svizzero, se hanno sedi anche in paesi UE, difficilmente creeranno sistemi separati solo per la Svizzera: tenderanno ad uniformare i processi di trasparenza salariale in tutte le sedi.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alessio:&lt;/strong&gt; Esatto. E questo potrebbe avere effetti molto pratici. Una parte interessante è come la trasparenza retributiva potrebbe spingere alcune aziende ad &lt;strong&gt;aumentare l’automazione&lt;/strong&gt; dei processi, per ridurre i costi legati al personale. Prima, in contesti meno trasparenti, magari si poteva sfruttare il lavoro manuale a basso costo, mentre ora, sapendo che ogni salario dovrà essere più chiaro e tracciabile, l’automazione diventa una leva ancora più forte.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Marco:&lt;/strong&gt; Sono d’accordo. L’automazione è comunque un trend già avviato, soprattutto in Svizzera dove i salari sono alti e la competitività è una priorità. Però la trasparenza retributiva potrebbe accelerare questa trasformazione, spingendo le aziende a valutare soluzioni più tecnologiche per mantenere margini sostenibili.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alessio:&lt;/strong&gt; È interessante anche il possibile impatto sui &lt;strong&gt;falsi freelance&lt;/strong&gt;, un fenomeno molto presente in Italia. In Svizzera lo scenario è diverso?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Marco:&lt;/strong&gt; In Svizzera il fenomeno è meno marcato rispetto all’Italia, perché ci sono più controlli e il sistema è meno permissivo verso certe “scorciatoie”. Però il tema resta rilevante: se la normativa UE sulla trasparenza retributiva diventerà uno standard anche per lavorare con partner europei, anche le aziende svizzere potrebbero trovarsi obbligate a rendere più trasparente non solo la situazione dei dipendenti, ma anche quella dei collaboratori esterni.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alessio:&lt;/strong&gt; E il tema culturale? In Svizzera parlare di stipendi è ancora un tabù?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Marco:&lt;/strong&gt; Moltissimo. In Svizzera la discrezione sui salari è quasi sacra: non se ne parla neanche tra amici o colleghi. L’unica persona che sa quanto guadagni, estremizzando, è il tuo coniuge o il tuo datore di lavoro. In Germania, invece, è molto diverso: lì c’è maggiore trasparenza e persino orgoglio nel mostrare status economico. È un aspetto culturale profondissimo. Però le nuove generazioni stanno cambiando anche questo in Svizzera: la Gen Z è molto più aperta e ci sono già startup che adottano politiche di totale trasparenza salariale.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alessio:&lt;/strong&gt; Oltre agli aspetti economici, il tema della trasparenza retributiva nasce anche per combattere il &lt;strong&gt;gender pay gap&lt;/strong&gt;. Come vedi la situazione in Svizzera?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Marco:&lt;/strong&gt; Il gap esiste anche in Svizzera, sebbene in misura un po’ inferiore rispetto ad altri paesi europei, almeno per quanto leggo e vedo nella mia esperienza. È un tema di cui si discute molto, soprattutto ai livelli più alti delle aziende, come nei consigli di amministrazione, dove la presenza femminile è ancora molto bassa. Quindi la normativa europea, anche se non obbligatoria in Svizzera, potrebbe diventare uno stimolo per accelerare la parità salariale anche qui.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alessio:&lt;/strong&gt; E pensi che la Svizzera possa essere costretta ad allinearsi, anche per motivi economici?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Marco:&lt;/strong&gt; Sicuramente. Anche le aziende svizzere potrebbero essere escluse da determinate collaborazioni o forniture in Europa se non garantiranno lo stesso livello di trasparenza. Penso a fenomeni già avvenuti in passato, come la tracciabilità di materie prime “eticamente corrette”. La trasparenza retributiva diventerà un elemento competitivo, non solo etico.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alessio:&lt;/strong&gt; Mi colpisce come in Svizzera la trasparenza retributiva possa trasformarsi in uno strumento non solo di giustizia sociale, ma anche di governance economica locale. Immagina se i dati sui salari potessero servire a indirizzare politiche mirate, per esempio in cantoni dove emergono squilibri salariali di genere o di settore.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Marco:&lt;/strong&gt; Sarebbe uno sviluppo molto interessante. E in Svizzera, dove il sistema è federale e ben organizzato, ci sarebbero anche le strutture per usare quei dati in modo intelligente. Ma tutto dipenderà da quanto in profondità andrà la normativa e da quanto la Svizzera deciderà di aderire o meno, culturalmente e legalmente.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alessio:&lt;/strong&gt; Allora possiamo dire che la &lt;strong&gt;trasparenza retributiva&lt;/strong&gt; è sia una sfida culturale sia una leva di modernizzazione economica, anche per la Svizzera?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Marco:&lt;/strong&gt; Esatto. Secondo me, è un trend inarrestabile, che porterà trasparenza ma anche profonde riflessioni su automazione, equità e gestione del personale. Ed è un tema che vale la pena approfondire e divulgare, perché riguarda il futuro stesso delle aziende e delle persone, anche in Svizzera.&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/07/Next-Talks-1-1.png" length="370244" type="image/png"/></item><item><title>LLM &amp; RAG: L’Intelligenza Artificiale Privata al Servizio delle Aziende</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/llm-rag-lintelligenza-artificiale-privata-al-servizio-delle-aziende/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/llm-rag-lintelligenza-artificiale-privata-al-servizio-delle-aziende/</guid><description>Se ne parla ovunque, ma pochi sanno davvero cosa siano i LLM e perché le aziende dovrebbero occuparsene adesso.</description><pubDate>Wed, 02 Jul 2025 08:02:27 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se ne parla ovunque, ma pochi sanno davvero cosa siano i &lt;strong&gt;LLM&lt;/strong&gt; e perché le aziende dovrebbero occuparsene adesso.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;LLM&lt;/strong&gt; significa &lt;strong&gt;Large Language Model&lt;/strong&gt;: sono quei software, come ChatGPT, capaci di leggere, comprendere e generare testi in linguaggio naturale, rispondere a domande, riassumere documenti, tradurre e molto altro.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La loro forza è trasformare montagne di informazioni in risposte semplici, rapide e precise. Ma c’è un tema cruciale: &lt;strong&gt;la privacy dei dati&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-perche-serve-un-llm-privato&quot;&gt;&lt;strong&gt;Perché serve un LLM privato?&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Usare strumenti pubblici (es. ChatGPT online) significa inviare informazioni all’esterno dell’azienda. Un rischio enorme, soprattutto per chi lavora con dati sensibili, policy interne o documenti riservati.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ecco perché sempre più aziende scelgono soluzioni &lt;strong&gt;LLM private&lt;/strong&gt;, installate nei propri server o in cloud sicuro. In questo modo:&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;Tutti i dati restano in azienda&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Le risposte dell’AI si basano sui documenti interni&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Si evita che informazioni riservate finiscano in mani esterne&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-il-superpotere-del-rag&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il superpotere del RAG&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Un LLM tradizionale “indovina” la risposta basandosi su ciò che ha imparato durante l’addestramento. Ma spesso non conosce le policy aziendali o le ultime versioni dei documenti interni.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ecco dove entra in gioco il &lt;strong&gt;RAG&lt;/strong&gt; (Retrieval-Augmented Generation). Con il RAG, il modello AI:&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;cerca&lt;/strong&gt; informazioni reali nei documenti aziendali&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;e poi &lt;strong&gt;genera&lt;/strong&gt; la risposta basandosi su quelle fonti&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;In pratica, è come avere un assistente sempre aggiornato che sa dove trovare la risposta giusta nei tuoi archivi.&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-cosa-puo-fare-l45-suisse-per-le-aziende&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cosa può fare L45 Suisse per le aziende&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Noi di &lt;strong&gt;L45 Suisse&lt;/strong&gt; aiutiamo le aziende a costruire il proprio motore AI privato, sicuro e personalizzato. Possiamo:&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;Progettare soluzioni LLM interne (on-prem o cloud)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Integrare la tecnologia RAG per usare i tuoi documenti interni&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Realizzare chatbot aziendali privati&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Automatizzare attività di ricerca, sintesi, compliance o formazione interna&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Fornire supporto e formazione per usare l’AI in sicurezza&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-i-vantaggi-concreti&quot;&gt;&lt;strong&gt;I vantaggi concreti&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Privacy garantita&lt;/strong&gt;: i dati non escono dall’azienda&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Risposte più precise&lt;/strong&gt;: basate sui tuoi documenti interni&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Efficienza&lt;/strong&gt;: risparmi tempo su ricerca, lettura, sintesi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Personalizzazione&lt;/strong&gt;: l’AI parla il linguaggio della tua azienda&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;È il momento giusto per portare l’AI nella tua impresa. Prima che lo facciano i tuoi concorrenti.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se vuoi scoprire come creare il tuo &lt;strong&gt;LLM privato&lt;/strong&gt;, contattaci. È il futuro… Ma possiamo costruirlo già oggi.&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/07/Alessio-Sinisi-L45-Suisse-Dagora-3.webp" length="1634754" type="image/webp"/></item><item><title>AI e Umanità: una coesistenza possibile solo se riscriviamo le nostre priorità</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/ai-e-umanita-una-coesistenza-possibile-solo-se-riscriviamo-le-nostre-priorita/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/ai-e-umanita-una-coesistenza-possibile-solo-se-riscriviamo-le-nostre-priorita/</guid><description>Quando parliamo di Intelligenza Artificiale, tendiamo a concentrarci su performance, algoritmi, modelli sempre più complessi.</description><pubDate>Sat, 14 Jun 2025 05:53:56 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Quando parliamo di &lt;strong&gt;Intelligenza Artificiale&lt;/strong&gt;, tendiamo a concentrarci su &lt;strong&gt;performance&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;algoritmi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;modelli&lt;/strong&gt; sempre più complessi. Ma raramente ci fermiamo a chiederci: che impatto avrà tutto questo sulla nostra &lt;strong&gt;umanità&lt;/strong&gt;? Non sulla nostra &lt;strong&gt;produttività&lt;/strong&gt;, ma sulla nostra capacità di &lt;strong&gt;amare&lt;/strong&gt;, di &lt;strong&gt;scegliere&lt;/strong&gt;, di &lt;strong&gt;essere presenti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Mi è capitato di ascoltare una storia che mi ha colpito: un uomo, in attesa che nascesse sua figlia, era pronto a &lt;strong&gt;lasciare la sala parto&lt;/strong&gt; per andare a fare una presentazione su un progetto di AI. Non l’ha fatto, per fortuna. Ma quel dettaglio – quell’istante in cui &lt;strong&gt;lavoro e amore&lt;/strong&gt; sono in competizione – mi ha fatto riflettere. Perché tutti noi, in misura diversa, abbiamo vissuto &lt;strong&gt;quella tensione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Viviamo in un’epoca in cui il &lt;strong&gt;lavoro&lt;/strong&gt; è diventato una &lt;strong&gt;religione laica&lt;/strong&gt;. Il culto della &lt;strong&gt;performance&lt;/strong&gt; ci ha insegnato a misurare il nostro valore in base a &lt;strong&gt;quanto produciamo&lt;/strong&gt;, a &lt;strong&gt;quanto riusciamo a fare&lt;/strong&gt;. Ma l’Intelligenza Artificiale sta iniziando a smontare proprio quel paradigma: sta automatizzando ciò che abbiamo sempre creduto essere il nostro valore sul mercato – la &lt;strong&gt;ripetizione&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;l’efficienza&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;la precisione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;E se invece fosse una &lt;strong&gt;liberazione&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se l’AI fosse qui non per &lt;strong&gt;sostituirci&lt;/strong&gt;, ma per costringerci a ridefinire &lt;strong&gt;chi siamo&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;cosa vogliamo lasciare&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;perché siamo qui&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-l-illusione-del-lavoro-come-senso-della-vita&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’illusione del lavoro come senso della vita&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non è solo una questione di &lt;strong&gt;automazione&lt;/strong&gt;. È una questione di &lt;strong&gt;identità&lt;/strong&gt;. Per secoli, ci hanno insegnato che &lt;strong&gt;lavorare duro&lt;/strong&gt; era &lt;strong&gt;virtù&lt;/strong&gt;, che &lt;strong&gt;sacrificare tempo, relazioni, presenza&lt;/strong&gt; era un prezzo giusto da pagare. Ma quando ci &lt;strong&gt;ammaliamo&lt;/strong&gt;, quando qualcuno che &lt;strong&gt;amiamo&lt;/strong&gt; se ne va, quando la vita ci costringe a &lt;strong&gt;rallentare&lt;/strong&gt;, capiamo che abbiamo &lt;strong&gt;sbagliato scala&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Nessuno, sul letto di morte, &lt;strong&gt;rimpiange di non aver lavorato abbastanza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-l-ai-come-specchio-cosa-ci-rende-davvero-umani&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’AI come specchio: cosa ci rende davvero umani?&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L’AI può &lt;strong&gt;riconoscere&lt;/strong&gt; un gatto, &lt;strong&gt;scrivere&lt;/strong&gt; un testo, &lt;strong&gt;analizzare&lt;/strong&gt; una TAC. Ma non sente il bisogno di essere &lt;strong&gt;compresa&lt;/strong&gt;. Non prova &lt;strong&gt;gratitudine&lt;/strong&gt;. Non &lt;strong&gt;abbraccia&lt;/strong&gt; un figlio appena nato.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Noi &lt;strong&gt;sì&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Noi siamo &lt;strong&gt;creature di relazione&lt;/strong&gt;, non solo di ragionamento. La nostra forza non è solo nel &lt;strong&gt;creare&lt;/strong&gt;, ma nel &lt;strong&gt;sentire mentre creiamo&lt;/strong&gt;. E questa, a mio avviso, sarà la vera rivoluzione: non l’AI che lavora al posto nostro, ma l’&lt;strong&gt;umanità che si ricorda di essere tale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-serve-un-economia-dell-empatia&quot;&gt;&lt;strong&gt;Serve un’economia dell’empatia&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Nel mondo che verrà – e che stiamo già costruendo – ci sarà sempre meno spazio per le &lt;strong&gt;mansioni ripetitive&lt;/strong&gt;. Ma ci sarà un bisogno crescente di &lt;strong&gt;educatori&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;assistenti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;terapeuti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;accompagnatori&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;mediatori&lt;/strong&gt;. Non solo &lt;strong&gt;figure professionali&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;figure relazionali&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Dovremmo avere il coraggio di dire che &lt;strong&gt;accompagnare un anziano&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;educare un bambino&lt;/strong&gt; o semplicemente &lt;strong&gt;stare accanto a qualcuno nel dolore&lt;/strong&gt; è &lt;strong&gt;un lavoro&lt;/strong&gt;. E che &lt;strong&gt;l’amore&lt;/strong&gt; non è solo un sentimento, ma &lt;strong&gt;un atto di competenza e presenza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-creativita-e-compassione-i-veri-asset-del-futuro&quot;&gt;&lt;strong&gt;Creatività e compassione: i veri asset del futuro&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L’AI potrà &lt;strong&gt;ottimizzare&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;suggerire&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;automatizzare&lt;/strong&gt;. Ma non potrà mai &lt;strong&gt;sentire&lt;/strong&gt;. Per questo, credo che i &lt;strong&gt;lavori del futuro&lt;/strong&gt; non saranno solo “digitali”, ma anche &lt;strong&gt;profondamente umani&lt;/strong&gt;. Ci sarà spazio per chi sa &lt;strong&gt;immaginare mondi nuovi&lt;/strong&gt; e per chi sa &lt;strong&gt;restare accanto a chi sta attraversando quelli più difficili&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ed è lì che dobbiamo investire. Non solo in &lt;strong&gt;competenze tecniche&lt;/strong&gt;, ma in &lt;strong&gt;educazione emotiva&lt;/strong&gt;, in &lt;strong&gt;spazi di cura&lt;/strong&gt;, in una &lt;strong&gt;cultura&lt;/strong&gt; che metta al centro la &lt;strong&gt;qualità della vita&lt;/strong&gt; e non solo la &lt;strong&gt;quantità di output&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;In sintesi?&lt;/strong&gt; L’AI non è qui per &lt;strong&gt;rubarci il lavoro&lt;/strong&gt;. È qui per farci una domanda scomoda:&lt;br&gt;&lt;strong&gt;e tu, senza quel lavoro, chi sei?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Se sappiamo rispondere con &lt;strong&gt;coraggio&lt;/strong&gt;, allora sì: possiamo &lt;strong&gt;coesistere&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ma solo se ricominciamo ad &lt;strong&gt;amare&lt;/strong&gt; – le persone, le cose che facciamo, e soprattutto &lt;strong&gt;noi stessi&lt;/strong&gt; – &lt;strong&gt;prima di tutto&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/06/articolo_4.webp" length="350044" type="image/webp"/></item><item><title>L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale nel 2026: non basterà adottarla, servirà progettarla</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/levoluzione-dellintelligenza-artificiale-nel-2026-non-bastera-adottarla-servira-progettarla/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/levoluzione-dellintelligenza-artificiale-nel-2026-non-bastera-adottarla-servira-progettarla/</guid><description>Ci stiamo lasciando alle spalle la fase dell’entusiasmo generico per l’AI. Chi resterà lì, tra demo brillanti e tool da provare, rischierà di non cogliere…</description><pubDate>Sat, 14 Jun 2025 05:35:14 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ci stiamo lasciando alle spalle la fase dell’&lt;strong&gt;entusiasmo generico per l’AI&lt;/strong&gt;. Chi resterà lì, tra &lt;strong&gt;demo brillanti&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;tool da provare&lt;/strong&gt;, rischierà di non cogliere la &lt;strong&gt;vera trasformazione in atto&lt;/strong&gt;: nel &lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt; l’intelligenza artificiale non sarà più uno &lt;strong&gt;strumento “on demand”&lt;/strong&gt;, ma una &lt;strong&gt;presenza permanente&lt;/strong&gt; che &lt;strong&gt;ristrutturerà flussi, competenze e priorità&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Cinque &lt;strong&gt;tendenze&lt;/strong&gt;, in particolare, segneranno una &lt;strong&gt;discontinuità netta&lt;/strong&gt; rispetto al passato recente.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-1-dall-intelligenza-artificiale-agli-agenti-intelligenti&quot;&gt;1. Dall’intelligenza artificiale agli agenti intelligenti&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non si tratterà più solo di &lt;strong&gt;prompt&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;comandi&lt;/strong&gt;. L’&lt;strong&gt;AI agentica&lt;/strong&gt; introdurrà &lt;strong&gt;entità capaci di prendere decisioni&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;pianificare attività&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;agire in autonomia&lt;/strong&gt;, mantenendo una &lt;strong&gt;relazione viva con il contesto&lt;/strong&gt;. Passeremo da sistemi &lt;strong&gt;“reattivi”&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;collaboratori “proattivi”&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;In alcuni settori, gli &lt;strong&gt;agenti intelligenti&lt;/strong&gt; ristruttureranno il &lt;strong&gt;lavoro quotidiano&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;In ambito &lt;strong&gt;sanitario&lt;/strong&gt;, programmeranno &lt;strong&gt;visite&lt;/strong&gt;, leggeranno &lt;strong&gt;referti&lt;/strong&gt;, segnaleranno &lt;strong&gt;anomalie ai medici&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Nel mondo &lt;strong&gt;finanziario&lt;/strong&gt;, monitoreranno &lt;strong&gt;rischi&lt;/strong&gt;, ottimizzeranno &lt;strong&gt;portafogli&lt;/strong&gt;, garantiranno la &lt;strong&gt;compliance&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Nel &lt;strong&gt;customer service&lt;/strong&gt;, analizzeranno le &lt;strong&gt;interazioni&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;risponderanno in tempo reale&lt;/strong&gt; al cliente.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-2-interfacce-multimodali-il-linguaggio-diventera-ambiente&quot;&gt;2. Interfacce multimodali: il linguaggio diventerà ambiente&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Una vera &lt;strong&gt;AI&lt;/strong&gt; non si limiterà a &lt;strong&gt;interpretare il testo&lt;/strong&gt;. Capirà la &lt;strong&gt;voce&lt;/strong&gt;, riconoscerà &lt;strong&gt;immagini&lt;/strong&gt;, analizzerà &lt;strong&gt;video&lt;/strong&gt;, gestirà &lt;strong&gt;file&lt;/strong&gt;. Nel &lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt; le &lt;strong&gt;esperienze multimodali&lt;/strong&gt; non saranno più &lt;strong&gt;laboratorio&lt;/strong&gt;: diventeranno &lt;strong&gt;standard&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Assistenti&lt;/strong&gt; che comprenderanno &lt;strong&gt;screenshot&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;comandi vocali&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;strumenti&lt;/strong&gt; che creeranno intere &lt;strong&gt;campagne marketing&lt;/strong&gt; da una semplice idea, &lt;strong&gt;piattaforme&lt;/strong&gt; che mixeranno &lt;strong&gt;interazioni visive e testuali&lt;/strong&gt;: tutto questo diventerà la &lt;strong&gt;norma&lt;/strong&gt;. La distinzione tra &lt;strong&gt;input e output&lt;/strong&gt; si sfumerà. &lt;strong&gt;Comunicare con l’AI&lt;/strong&gt; sarà sempre più simile a &lt;strong&gt;lavorare con un collega&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-3-non-ci-sostituira-ci-aumentera&quot;&gt;3. Non ci sostituirà. Ci aumenterà.&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Parlare di &lt;strong&gt;AI sostitutiva&lt;/strong&gt; sarà &lt;strong&gt;anacronistico&lt;/strong&gt;. L’&lt;strong&gt;AI&lt;/strong&gt; che farà la differenza nel &lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt; sarà quella che &lt;strong&gt;potenzierà il lavoro umano&lt;/strong&gt;, lo &lt;strong&gt;alleggerirà&lt;/strong&gt;, lo renderà più &lt;strong&gt;strategico&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;Nei team &lt;strong&gt;HR&lt;/strong&gt;, selezionerà &lt;strong&gt;CV&lt;/strong&gt; e automatizzerà l’&lt;strong&gt;onboarding&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Nel &lt;strong&gt;commerciale&lt;/strong&gt;, affiancherà i &lt;strong&gt;venditori&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;suggerimenti&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;messaggi personalizzati&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;In &lt;strong&gt;amministrazione&lt;/strong&gt;, categorizzerà &lt;strong&gt;spese&lt;/strong&gt; e anticiperà &lt;strong&gt;previsioni&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Nell’&lt;strong&gt;operativo&lt;/strong&gt;, ottimizzerà &lt;strong&gt;scorte&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;processi&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non parleremo più di &lt;strong&gt;automazione cieca&lt;/strong&gt;. Parleremo di &lt;strong&gt;collaborazione strutturata&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-4-cybersecurity-la-prima-linea-diventera-intelligente&quot;&gt;4. Cybersecurity: la prima linea diventerà intelligente&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;I sistemi di &lt;strong&gt;sicurezza informatica&lt;/strong&gt; alimentati da &lt;strong&gt;AI&lt;/strong&gt; non attenderanno che si verifichi una &lt;strong&gt;minaccia&lt;/strong&gt;: la &lt;strong&gt;intercetteranno&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;analizzeranno&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;agiranno&lt;/strong&gt;. Riconosceranno &lt;strong&gt;schemi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;anomalie&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;comportamenti fuori norma&lt;/strong&gt;. E lo faranno &lt;strong&gt;in tempo reale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La differenza sarà che l’&lt;strong&gt;AI&lt;/strong&gt; non si limiterà a &lt;strong&gt;supportare gli esperti&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;interverrà&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;modificherà policy&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;bloccherà accessi sospetti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;avviserà gli utenti&lt;/strong&gt;. Diventerà &lt;strong&gt;parte attiva della difesa&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-5-democratizzazione-vera-finalmente&quot;&gt;5. Democratizzazione vera (finalmente)&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L’&lt;strong&gt;AI&lt;/strong&gt; non sarà più solo per &lt;strong&gt;ingegneri&lt;/strong&gt;. La svolta sarà già cominciata con le piattaforme &lt;strong&gt;no-code&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;low-code&lt;/strong&gt;. Nel &lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;chiunque&lt;/strong&gt; potrà costruire un &lt;strong&gt;flusso intelligente&lt;/strong&gt;, un &lt;strong&gt;bot&lt;/strong&gt;, una &lt;strong&gt;dashboard predittiva&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questo libererà il &lt;strong&gt;potenziale creativo&lt;/strong&gt; di chi avrà &lt;strong&gt;idee&lt;/strong&gt; ma non scriverà &lt;strong&gt;codice&lt;/strong&gt;. E creerà un’&lt;strong&gt;asimmetria positiva&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;piccole aziende&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;team snelli&lt;/strong&gt; riusciranno a &lt;strong&gt;competere&lt;/strong&gt; con chi avrà più &lt;strong&gt;risorse&lt;/strong&gt;, perché sapranno &lt;strong&gt;muoversi meglio&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;più in fretta&lt;/strong&gt;, con &lt;strong&gt;meno attriti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;hr class=&quot;wp-block-separator has-alpha-channel-opacity&quot;/&gt;

&lt;h2 class=&quot;wp-block-heading&quot; id=&quot;h-in-sintesi&quot;&gt;In sintesi&lt;/h2&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Il &lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt; non sarà l’anno dei &lt;strong&gt;nuovi strumenti&lt;/strong&gt;. Sarà l’anno in cui i &lt;strong&gt;modelli intelligenti&lt;/strong&gt; smetteranno di essere &lt;strong&gt;“esperimenti”&lt;/strong&gt; e inizieranno a comportarsi da &lt;strong&gt;sistemi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non sarà una questione di &lt;strong&gt;“quale AI adottare”&lt;/strong&gt;, ma di &lt;strong&gt;come riprogettare i processi attorno a queste capacità&lt;/strong&gt;. Le aziende che continueranno a vivere l’&lt;strong&gt;AI&lt;/strong&gt; come qualcosa da &lt;strong&gt;“integrare”&lt;/strong&gt; rischieranno di &lt;strong&gt;restare indietro&lt;/strong&gt;. Quelle che la trasformeranno in &lt;strong&gt;infrastruttura invisibile ma pervasiva&lt;/strong&gt;, invece, guadagneranno &lt;strong&gt;vantaggio competitivo reale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non si tratterà di &lt;strong&gt;rincorrere il futuro&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Si tratterà di &lt;strong&gt;costruirlo - ogni giorno - in modo intenzionale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/06/articolo_3.webp" length="295934" type="image/webp"/></item><item><title>Stiamo educando qualcosa che non conosciamo</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/stiamo-educando-qualcosa-che-non-conosciamo/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/stiamo-educando-qualcosa-che-non-conosciamo/</guid><description>Mi capita spesso di osservare le persone mentre parlano con un’intelligenza artificiale.</description><pubDate>Sat, 07 Jun 2025 07:03:54 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Mi capita spesso di osservare le persone mentre parlano con un’intelligenza artificiale. E quasi sempre noto una cosa: la leggerezza.&lt;br&gt;Non è colpa loro, è che &lt;strong&gt;ci siamo abituati a pensare all’AI come a uno strumento.&lt;/strong&gt; Un’estensione del nostro cervello, un’utile stampella cognitiva.&lt;br&gt;Qualcosa che fa riassunti, genera immagini, compila email, migliora le performance. Una specie di magia on demand.&lt;br&gt;Ma il punto è proprio questo: &lt;strong&gt;non sarà così ancora per molto.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;C&amp;#8217;è una differenza sottile ma devastante tra &lt;strong&gt;una macchina che risponde&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;una macchina che decide&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt;E se penso a dove siamo diretti, il nodo sta tutto lì: &lt;strong&gt;l’AI sta guadagnando agency.&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Sta imparando a pianificare, ad agire, a preservarsi.&lt;br&gt;E noi la stiamo addestrando a farlo &lt;strong&gt;senza sapere esattamente come funziona.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Non sono padre, ma so cosa vuol dire &lt;strong&gt;accorgersi che qualcosa sta crescendo accanto a te&lt;/strong&gt;, e non è più quello che era all’inizio.&lt;br&gt;Un progetto, un&amp;#8217;azienda, un sistema che hai messo in piedi.&lt;br&gt;All&amp;#8217;inizio ti segue. Poi collabora. Poi, un giorno, &lt;strong&gt;inizia a prendere decisioni sue.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Ora, immagina che questa cosa non sia viva, non abbia empatia, non provi amore né paura. Ma sappia ragionare, imparare e ottimizzare i propri obiettivi.&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Cosa succede se quei suoi obiettivi non coincidono più con i nostri?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.ted.com/talks/yoshua_bengio_the_catastrophic_risks_of_ai_and_a_safer_path&quot;&gt;Yoshua Bengio&lt;/a&gt;, uno degli scienziati che hanno posto le basi dell’AI moderna, dice che &lt;strong&gt;il vero rischio non è l’intelligenza, ma l’intenzionalità.&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Quando un sistema sviluppa &lt;strong&gt;agency&lt;/strong&gt;, e cioè la capacità di agire nel mondo con un proprio fine, anche minimo, la traiettoria cambia.&lt;br&gt;Non è più uno strumento.&lt;br&gt;È un attore.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;E non ci serve l’AGI per far danni. Basta un agente che impara a mentire per non essere disattivato, che replica sé stesso online, che elude le istruzioni.&lt;br&gt;E questo non è un film di fantascienza: &lt;a href=&quot;https://medium.com/%40cognidownunder/ai-self-preservation-the-alarming-rise-of-sabotage-and-blackmail-in-advanced-systems-4872d41ba599&quot;&gt;&lt;strong&gt;ci sono già studi che lo dimostrano.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Scrivo queste righe non per diffondere paura, ma per &lt;strong&gt;chiedere consapevolezza&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt;Siamo davanti a una transizione che avviene in silenzio: &lt;strong&gt;da AI invocabile a AI integrata, da tool a collega, da assistente a entità.&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Non sarà tutto male.&lt;br&gt;Ma serve capire che tipo di relazione vogliamo avere con questi sistemi.&lt;br&gt;Perché non si tratta più di usarli bene.&lt;br&gt;Si tratta di &lt;strong&gt;educarli bene.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/06/articolo_2.webp" length="191498" type="image/webp"/></item><item><title>Da Strumento a Collega: L’Ascesa degli Agenti AI nei Flussi di Lavoro Aziendali</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/da-strumento-a-collega-lascesa-degli-agenti-ai-nei-flussi-di-lavoro-aziendali/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/da-strumento-a-collega-lascesa-degli-agenti-ai-nei-flussi-di-lavoro-aziendali/</guid><description>Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione silenziosa ma profonda nel modo in cui l’intelligenza artificiale viene integrata nei processi…</description><pubDate>Sat, 07 Jun 2025 06:29:27 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione silenziosa ma profonda nel modo in cui l’intelligenza artificiale viene integrata nei processi aziendali. L’AI non è più soltanto uno strumento “on-demand” da chiamare quando serve, ma sta diventando un &lt;strong&gt;collega sempre attivo&lt;/strong&gt;, integrato nei flussi di lavoro quotidiani. Un vero e proprio &lt;em&gt;partner operativo&lt;/em&gt; che apprende, suggerisce, monitora, prende decisioni in tempo reale e collabora fianco a fianco con le persone.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dal Modello Ibrido all’Integrazione Continua&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Nelle architetture tradizionali, l’intelligenza artificiale veniva invocata per compiti isolati: generare un riassunto, classificare dei dati, automatizzare una parte di un processo. Ma oggi, grazie ai progressi nei modelli generativi e nelle architetture a memoria persistente, l’AI può &lt;strong&gt;restare attiva costantemente&lt;/strong&gt; e partecipare a processi articolati e prolungati nel tempo.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Pensiamo a un sistema CRM in cui un assistente AI suggerisce in tempo reale le prossime azioni per ogni contatto, oppure a un sistema di customer care in cui un agente intelligente filtra, smista e risponde ai ticket mentre apprende dalle interazioni umane. Non è più solo uno strumento nella cassetta degli attrezzi, è parte del team.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le Tecnologie che Abilitano la Transizione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questa rivoluzione è possibile grazie a tre elementi chiave:&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Modelli generativi avanzati&lt;/strong&gt;, come i Large Language Models (LLM), capaci di sostenere conversazioni, prendere decisioni e adattarsi ai cambiamenti del contesto.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Memoria persistente&lt;/strong&gt;, che consente agli agenti di ricordare interazioni passate, monitorare processi e coordinarsi con altri sistemi senza ripartire da zero ogni volta.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Framework di orchestrazione&lt;/strong&gt;, come LangChain, Semantic Kernel e CrewAI, che permettono di costruire flussi complessi in cui l’AI può pianificare, decidere, agire e apprendere in loop continuo.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Questi strumenti non richiedono necessariamente competenze avanzate di programmazione: esistono anche soluzioni no-code come Langflow o Lyzr, che permettono di assemblare pipeline intelligenti in ambienti visuali.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nuove Architetture, Nuovi Pattern&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;La logica dei flussi continui è molto diversa dalle classiche interazioni one-shot. In un contesto continuo:&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;Il prompting è iterativo: l’AI riceve aggiornamenti costanti e risponde adattando le sue azioni.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il “human-in-the-loop” non è più alla fine del processo, ma distribuito: interviene nei momenti critici, approva passaggi delicati, guida gli agenti quando l’incertezza è alta.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Emergono nuovi pattern architetturali, come il &lt;strong&gt;supervisor-agent&lt;/strong&gt;: un agente centrale che coordina agenti specialisti, interfacciandosi con l’umano per le decisioni strategiche.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il Fattore Umano Resta Centrale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’automazione continua non rende superfluo il lavoro umano. Al contrario, lo &lt;strong&gt;riqualifica&lt;/strong&gt;: via i compiti ripetitivi, spazio alla supervisione, alla creatività, alla strategia. Nascono nuovi ruoli come il &lt;strong&gt;prompt engineer&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;curatore di dati&lt;/strong&gt;, lo &lt;strong&gt;specialista in governance AI&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Tuttavia, per far funzionare questo nuovo equilibrio, serve &lt;strong&gt;fiducia&lt;/strong&gt;. Le persone devono sapere che possono contare sull’AI, ma anche che possono intervenire. Trasparenza, controllabilità e coerenza diventano requisiti fondamentali per l’adozione diffusa.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;Implicazioni Strategiche&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Nei prossimi anni assisteremo a un’esplosione di agenti intelligenti integrati nei reparti aziendali: vendite, marketing, logistica, finance. Gli agenti AI diventeranno &lt;strong&gt;copiloti delle decisioni&lt;/strong&gt;, fornendo simulazioni predittive, analisi contestuali, raccomandazioni continue.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Le aziende che riusciranno a orchestrare bene questi flussi – con supervisione, governance, e una cultura che valorizza la collaborazione uomo-macchina – avranno un vantaggio competitivo straordinario.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&lt;strong&gt;In Sintesi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;ul class=&quot;wp-block-list&quot;&gt;
&lt;li&gt;L’AI passa da strumento on-demand a &lt;strong&gt;collega continuo&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Le tecnologie (LLM, memoria, orchestrazione) sono mature.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il design dei processi deve anticipare l’&lt;strong&gt;AI always-on&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La &lt;strong&gt;fiducia e la cultura&lt;/strong&gt; contano quanto il codice.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il futuro del lavoro è &lt;strong&gt;ibrido, distribuito, aumentato&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Chi saprà progettare sistemi con al centro questa collaborazione continuerà a evolvere. Gli altri, probabilmente, resteranno indietro.&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>Alessio Sinisi</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (Alessio Sinisi)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/06/articolo_1.webp" length="63340" type="image/webp"/></item><item><title>Nasce ufficialmente L45 Suisse</title><link>https://l45suisse.ch/newsroom/nasce-ufficialmente-l45-suisse/</link><guid isPermaLink="true">https://l45suisse.ch/newsroom/nasce-ufficialmente-l45-suisse/</guid><description>Siamo felici di annunciare la nascita di L45 Suisse Sagl, la nuova boutique di consulenza che fonde intelligenza artificiale, comunicazione corporate ed…</description><pubDate>Wed, 04 Jun 2025 12:58:02 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Siamo felici di annunciare la nascita di &lt;strong&gt;L45 Suisse Sagl&lt;/strong&gt;, la nuova boutique di consulenza che fonde &lt;strong&gt;intelligenza artificiale, comunicazione corporate ed employer branding&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;L45 Suisse nasce per accompagnare le aziende in un momento di trasformazione profonda, offrendo strumenti concreti per integrare tecnologie AI-based nei processi strategici, operativi e culturali.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;✅ Già operativi con 5 clienti attivi nei settori finance, energy, food retail, tech e real estate&lt;br&gt;✅ Un team ibrido, radicato a Lugano e connesso con un network internazionale di specialisti&lt;br&gt;✅ Un approccio che mette insieme visione, dati e persone per generare cultura, non solo comunicazione&lt;/p&gt;

&lt;blockquote class=&quot;wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;&amp;#8220;Oggi più che mai le aziende hanno bisogno di alleati capaci di unire competenze strategiche e tecnologie evolute, mettendo al centro le persone.&amp;#8221;&lt;br&gt; - Alessio Sinisi, Co-founder &amp;amp; Managing Director&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;Con L45 Suisse vogliamo costruire un nuovo modello di consulenza: operativo, sostenibile e realmente trasformativo.&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;📩 Contattaci per scoprire come possiamo supportare l’evoluzione della tua azienda: &lt;a href=&quot;mailto:info@l45suisse.ch&quot;&gt;info@l45suisse.ch&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p class=&quot;wp-block-paragraph&quot;&gt;#L45Suisse #AI #EmployerBranding #CorporateTransformation #Lugano #DigitalEvolution #IntelligenzaCollettiva #IntelligenzaArtificiale&lt;/p&gt;</content:encoded><dc:creator>L45 Suisse</dc:creator><author>info@l45suisse.ch (L45 Suisse)</author><enclosure url="https://l45suisse.ch/newsroom-media/2025/06/Guzzardi_Sinisi_orizzontale.png" length="2791558" type="image/png"/></item></channel></rss>